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Visualizzazione post con etichetta O.O.P.A.R.T.S.- OGGETTI FUORI DAL TEMPO. Mostra tutti i post
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venerdì 15 novembre 2013

QUELLA MASCHERA MOLTO......" ALIENA "

NON VIENE CONSIDERATA UN O.O.P.A.R.T. ( OGGETTI FUORI DAL TEMPO ) MA E' INDUBBIO CHE QUESTA MASCHERA RITUALE  IN TERRACOTTA SCOPERTA IN BOSNIA CON UNA DATAZIONE APPROSSIMATIVA DI CIRCA 5.000 ANNI, LASCIA PERPLESSI.
RIENTRA IN UN GRUPPO DI REPERTI SCOPERTI NEL KOSSOVO E DENOMINATI " GLI IDOLI DI TERRACOTTA DI PRISTINA ".
L' UFOLOGA MAGDALENA DEL AMO L' HA FATTA CONOSCERE AD UN PUBBLICO PIU' AMPIO PARLANDONE NEL SUO LIBRO " ABDUCCIONES " ( IN SPAGNOLO RAPIMENTI ALIENI ).
INFATTI SE SI METTE A CONFRONTO LA CLASSICA IMMAGINE DELLA RAFFIGURAZIONE DI UN ALIENO GRIGIO CON L' IMMAGINE DELL' IDOLO DI PRISTINA LA SOMIGLIANZA E' LAMPANTE......GIUDICATE VOI....


lunedì 9 settembre 2013

OOPARTS: LA COLONNA DI ASHOKA

LA COLONNA DI ASHOKA SI TROVA IN INDIA NELLA CITTA' DI DHELI ALTA CIRCA 7 METRI PER UN DIAMETRO DI 40 CM. CON UN PESO DI CIRCA 6 TONNELLATE.
L' ANOMALIA CHE INSERISCE LA COLONNA DI ASHOKA TRA GLI " OGGETTI FUORI DAL TEMPO " ( O.O.P.A.R.T.S. ) E' LA SUA STRUTTURA METALLURGICA, INFATTI CONSIDERATA LA SUA ETA' ANAGRAFICA ( CIRCA 1.600 ANNI ), LA COLONNA E' MIRABILMENTE CONSERVATA.
QUALSIASI ALTRO BLOCCO METALLICO NON SI SAREBBE CONSERVATO COSI' PERFETTAMENTE PER TUTTO QUESTO TEMPO ESPOSTO AGLI AGENTI ATMOSFERICI.
GLI STORICI E GLI ESPERTI CHE HANNO STUDIATO LA COLONNA DI ASHOKA PUR AVVALORANDO LA COMPETENZA METALLURGICA DEGLI OPERAI DI DHELI DI QUEL PERIODO STORICO, HANNO CONSIDERATO L' OPPORTUNITA' DI RETRODATARE LA COSTRUZIONE DELLA COLONNA DI ASHOKA DI MOLTE MIGLIAIA DI ANNI UTILIZZANDO LA TECNICA DEL RADIOCARBONIO O CARBONIO 14.
MA ALLORA SE GLI OPERAI DI 1600 ANNI FA NON ERANO IN GRADO CON LE LORO CONOSCENZE DI COSTRUIRE UNA STRUTTURA DEL GENERE, COME SI PUO' RETRODATARE ANCORA LA SUA COSTRUZIONE?.....ABBIAMO A CHE FARE ALLORA CON DEGLI " ANTICHI ASTRONAUTI "?

lunedì 8 luglio 2013

UN OOPARTS IN MOSTRA ( CON TANTI DUBBI ) AL MUSEO EGIZIO DEL CAIRO

UN CURIOSO MANUFATTO IN MOSTRA IN QUESTI GIORNI AL MUSEO EGIZIO DEL CAIRO STA' INCURIOSENDO MOLTI SCIENZIATI. IL MANUFATTO HA UNA DATAZIONE AL CARBONIO 14 DI CIRCA 5.000 ANNI, MA LE SUE FATTEZZE DECISAMENTE MODERNE LASCIANO PERPLESSI. ETICHETTATO COME CONTENITORE PER INCENSO ( QUINDI I SEMPLICI TURISTI NON SI PONGONO TANTI PERCHE'...) STUPISCE PER LE SUE FORME DECISAMENTE MODERNE, PIU' VICINE AD OGGETTI DI USO COMUNE ODIERNO COME PER ESEMPIO LE ELICHE DELLE BARCHE.
FA RIFLETTERE ANCHE UNA TEORIA DI UNO STUDIOSO CHE CONSIDERA IL MANUFATTO UNA COPIA DI UN MANUFATTO PIU' ANTICO REALIZZATO IN METALLO.
MA LE MAGGIORI PERPLESSITA' VENGONO DAL FATTO CHE IN EGITTO LA RUOTA COMPARVE INTORNO AL 1640 A.C., E QUINDI LA PRESENZA DI UN MANUFATTO IN PIETRA COSI' BEN DEFINITO MOLTO PRIMA  DELLA RUOTA FA RIFLETTERE.
SI PUO' TRANQUILLAMENTE CONSIDERARE IL " CONTENITORE PER INCENSO " ( CHIAMIAMOLO COSI' PER ORA ) UN OOPARTS DI ALTISSIMO INTERESSE ARCHEO

LOGICO.





martedì 16 aprile 2013

OOPARTS: UN " MONETA " MARZIANA NEGLI ARCHIVI FOTOGRAFICI DELLA N.A.S.A.

OOPARTS OVVERO TUTTI QUEGLI OGGETTI CHE VENGONO CONSIDERATI " FUORI DAL TEMPO " UTILIZZANDO LA DATAZIONE CON IL " CARBONIO 14 ". QUESTI OGGETTI RITROVATI IN VARIE PARTI DEL MONDO SONO UN VERO ROMPICAPO PER GLI STUDIOSI CHE RITENGONO QUESTI ARTEFATTI " NON CONFACENTI "  AL PERIODO STORICO CHE LA DATAZIONE AL RADIOCARBONIO GLI ASSEGNA. ORA  
DAGLI ARCHIVI DELLA N.A.S.A. SPUNTANO FUORI DELLE FOTO SCATTATE SUL SUOLO MARZIANO CHE CI MOSTRANO ALCUNI SCATTI CHE IMMORTALANO UN OGGETTO CHE SEMBRA DECISAMENTE UNA " MONETA ".
CI TROVIAMO DAVANTI A UNA DELLE TANTE " ANOMALIE " CHE CI PORTANO AD AMMETTERE CHE " NON SIAMO SOLI " ? 

domenica 11 novembre 2012

OOPARTS: RONDELLE DA UN PASSATO DI OLTRE 400 MILIONI DI ANNI

LA NOTIZIA RISALE A CIRCA UN ANNO FA ED ARRIVA DALLA RUSSIA, DOVE GLI ARCHEOLOGI  DELL'UNIVERSITA' DI  SAN PIETROBURGO HANNO CERTIFICATO IL RITROVAMENTO DI UNA ROCCIA CHE INCORPORA AL PROPRIO INTERNO  DELLE PARTI METALLICHE ( RONDELLE, RUOTE DENTATE ECC. ECC. ) . MA L'INCREDIBILE STRANEZZA DEL RITROVAMENTO ASSUME  CONNOTATI  A DIR POCO ECCEZZIONALI QUANDO VIENE CERTIFICATA  LA SUA DATAZIONE. INFATTI E' IMPENSABILE PER LE CONOSCENZE ATTUALI PENSARE CHE 400 MILIONI DI ANNI FA ( A TANTO CORRISPONDE LA PRESUNTA ETA'  L'OOPART IN QUESTIONE )  CI POTESSERO ESSERE OGGETTI MECCANICI DI QUESTO TIPO.
 IL RITROVAMENTO DELL'INCREDIBILE OOPART E' AVVENUTO A CICA 200 CHILOMETRI DALLA CITTADINA DI TIGIL NELLA REMOTA PENISOLA DEL KAMCHATKA, E HA DESTATO UN GROSSO SCALPORE NELLA COMUNITA' SCIENTIFICA, PASSANDO INVECE  PRATICAMENTE INOSSERVATO  ATTRAVERSO I MEDIA DI TUTTO IL MONDO.
 ANCHE QUESTO RITROVAMENTO ENTRA A  FAR PARTE A PIENO TITOLO IN QUEGLI OOPARTS ( OGGETTI FUORI DAL TEMPO ) CHE APRONO ( SE CE NE FOSSE ANCORA BISOGNO ) SCENARI  DIVERSI DA QUELLI AL MOMENTO RISAPUTI.

mercoledì 7 dicembre 2011

LA LOCOMOTIVA DI NAZCA

VI SONO MOLTI  OOPARTS ( OGGETTI FUORI DAL TEMPO ) CHE STUZZICANO LA CURIOSITA' DEGLI APPASSIONATI DI REPERTI STORICI MISTERIOSI, MA LA LOCOMOTIVA DI NAZCA, DECISAMENTE E' UN REPERTO A DIR POCO AFFASCINANTE. RITROVATA DURANTE DEGLI SCAVI VICINO AD UN VILLAGGIO SULL'ALTOPIANO PERUVIANO DI NAZCA( NOTA PER I MISTERIOSI DISEGNI VISIBILI DALL'ALTO), E' UN MANUFATTO IN TERRACOTTA APPARTENUTO AD UNA TRIBU' DENOMINATA POPOLO DI VICUS'. LA LOCOMOTIVA DI NAZCA HA UNA MISURA DI 20 CM. , E COME SI VEDE DALLA FOTO ( ANCHE SE DI BASSA QUALITA' ) E' SCONCERTATAMENTE SOMIGLIANTE....DIREI DI PIU'....UGUALE ALLE  PRIME LOCOMOTIVE IN USO NEL XX SECOLO. IL REPERTO E' STATO AUTENTICATO DALLE PIU' AUTOREVOLI ORGANIZZAZIONI DI STORIA PRECOLOMBIANA, ED E' STATO DATATO CON LA TECNICA DEL RADIOCARBONIO, O CARBONIO 14 A NON PIU' DEL 300 A.C. A QUESTO PUNTO MI SORGE UNA DOMANDA A DIR POCO SCONTATA PER L'ESPERIENZA FIN QUI' ACQUISITA.....MA COME MAI DI TUTTE QUESTE ANOMALIE STORICHE  NON SI FA NESSUN CENNO IN NESSUN PROGRAMMA SCOLASTICO PUR SE RICONOSCIUTI DA ORGANISMI DI RICERCA?

giovedì 29 luglio 2010

OOPARTS: IL MANUFATTO DI LONDON

Martello di London :

Il Martello di London è un martello in ferro e legno trovato nel 1936 a London, una cittadina del Texas, USA, e successivamente proposto da alcuni creazionisti come un OOPArt, cioè un "manufatto fuori luogo", una categoria di reperti archeologici non spiegabili con le correnti conoscenze storiche, scientifiche e archeologiche, spesso usate strumentalmente dai creazionisti a sostegno della loro ipotesi

Ritrovamento:

Un blocco di arenaria con un pezzo di legno sporgente fu ritrovato, separato dalle formazioni rocciose circostanti, da un escursionista di nome Max Hann e da sua moglie nel giugno 1936 (o 1934) lungo il Red Creek di London. Dieci anni dopo, nel 1946/1947, il figlio della coppia, rompendo il nodulo, vi trovò il martello parzialmente inglobato al suo interno. Il martello presentava poche zone arrugginite, mentre i resti del manico in legno non erano mineralizzati. Il martello fu venduto dalla famiglia Hann ad un esponente del movimento creazionista Carl E. Baugh intorno al 1983.

La tesi di Baugh e dei creazionisti:

Carl E. Baugh e altri creazionisti hanno affermato che il blocco, e conseguentemente il martello al suo interno, avrebbe dai 500 ai 300 milioni di anni circa (dal periodo Cambriano al Carbonifero), anche dopo che è stato fatto notare come le rocce di Red Creek siano databili al basso Cretaceo (110-115 milioni di anni fa). Inoltre, la datazione basata sull'analisi litografica delle rocce circostanti l'oggetto è poco indicativa, in quanto vi sono casi ben noti in cui alcuni sedimenti si sono induriti intorno ad un oggetto inglobandolo in pochi decenni.

Nel 1997/1999 furono condotti degli esami sul manico di legno con il metodo del carbonio-14, nonostante le lunghe opposizioni di Baugh che ritardarono tali esami: tali esami avrebbero fornito una datazione molto recente, "da 0 a 700 anni fa", ma non sono state fornite ulteriori informazioni su di essi. Baugh ha respinto tali risultati come errati.
A sostegno della tesi che non si tratti di un falso, i creazionisti presentano esami svolti dai Batelle Laboratories di Columbus, Ohio, che avrebbero stabilito che il metallo di cui è composta la "testa" è una lega composta al 96,6% di ferro, al 2,6% di cloro e allo 0,74% di zolfo. Baugh ha affermato che questa lega sarebbe impossibile da ottenere con procedimenti moderni e frutto di metallurgia avanzata, ma senza sostenere questa affermazione con delle prove.
Secondo Baugh, è grazie a tale composizione che il metallo non risulterebbe essere né corroso, né arrugginito. Infatti, secondo i sostenitori della genuinità del reperto, anche una piccola abrasione, effettuata poco dopo la scoperta per sottoporlo ad un'analisi, non avrebbe mai subito processi né di corrosione, né di ossidazione (ruggine). Tuttavia la fotografia che dovrebbe corroborare questa affermazione, in un sito "creazionista", presenta invece un oggetto arrugginito sia sull'abrasione che altrove.
Una tomografia a raggi X realizzata dal laboratorio Texas Utilities nel 1992, ha mostrato l'assenza di bolle e di variazioni di densità nella testa. Anche questo fatto, assolutamente normale per colate realizzate con altiforni moderni, ha spinto Baugh a pensare a una "metallurgia avanzata" posseduta da ipotetiche popolazioni antidiluviane.
Un'altra presunta prova della sua antichità sarebbero i fossili incrostati sulla superficie esterna del blocco, che sono, secondo non meglio precisati studiosi, risalenti al periodo siluriano. Da una analisi realizzata nel 2006, tuttavia, i gusci di conchiglia non risultano compatibili con esemplari antichi, mentre sono molto simili ad esemplari tuttora viventi. Anche le affermazioni di Baugh, che vogliono il martello come "parzialmente pietrificato", non hanno trovato alcun riscontro nell'analisi indipendente svolta da Glen J. Kuban nel 2006.

Il martello come falso:

A sostegno della natura di falso si può notare che non sono presenti aloni di diffusione delle particelle metalliche che avrebbero dovuto prodursi nella roccia in milioni di anni, né la pietrificazione del manico di legno del martello.

Inoltre, dal momento che si tratta di una roccia metamorfica, sottoposta ad enormi pressioni e temperature, sia il manico che la testa del martello avrebbero dovuto essere fortemente deformati.
La forma della testa del martello è molto simile a quella dei martelli diffusi negli Stati Uniti tra il XIX e il XX secolo
Nonostante quindi le insistenze dei creazionisti, non esiste nessuna prova che il reperto sia antico di milioni di anni, e che quindi sia realmente un OOPArt, esistono invece una serie di elementi che portano a qualificare il martello di London come un falso.


lunedì 12 luglio 2010

OOPARTS:LA PILA DI BAGDAD

Batteria di Baghdad:

Con il termine Batteria di Baghdad si indica un manufatto creato durante la dinastia dei Parti, in Persia, e probabilmente scoperto nel 1936 vicino al villaggio di Khujut Rabu, presso Baghdad, Iraq. L'oggetto divenne noto all'opinione pubblica solo nel 1938, quando Wilhelm König, direttore tedesco del Museo Nazionale dell'Iraq, lo trovò nella collezione dell'ente da lui diretto. Nel 1940, dopo essere ritornato a Berlino, diede alle stampe un libercolo sul quale proponeva la tesi secondo la quale il manufatto in questione poteva essere stato una cella galvanica utilizzata per placcare di oro oggetti in argento.
Datazione e descrizione:

Il manufatto consiste in una giara in terracotta di circa 130mm di altezza contenente un cilindro di rame, ottenuto arrotolando un sottile foglio dello stesso materiale, il quale a sua volta conteneva una singola barra in ferro, la quale era isolata dal cilindro tramite un tappo di asfalto. Il cilindro non era a tenuta stagna, e questo permetteva alla soluzione elettrolita di giungere a contatto con la barra di ferro. Il livello di corrosione dei componenti interni ha portato alcuni studiosi a supporre che come soluzione elettrolitica si sia potuto utilizzare aceto, succo di limone o succo d'uva.

König suppose che l'oggetto potesse essere stato costruito durante il dominio dei Parti, in quanto la porzione del villaggio sottoposta a scavi archeologici risaliva appunto a quel periodo (250 a.C. - 224 d.C.). Tuttavia secondo il dottor St. John Simpson, del dipartimento del Vicino Oriente del British Museum, il contesto originale del sito e la sua stratigrafia non furono registrati in maniera corretta; in più lo stile della ceramica è Sassanide (224 - 640). Tutto questo porta Simpson a supporre una datazione più recente.
La maggior parte dei componenti della batteria non è direttamente databile. La ceramica potrebbe essere datata tramite la termoluminescenza, ma questo indicherebbe solo la data della cottura del vaso e non il suo assemblaggio. Diversamente lo studio della diffusione degli ioni indicherebbe solo la data dell'interramento.

Speculazioni sul funzionamento: Ipotesi della batteria

Rame e ferro costituiscono una coppia elettrochimica, la quale in presenza di un elettrolita, genera una differenza di potenziale (Volt). König osservò numerosi oggetti di argento rivestiti da una sottilissima patina d'oro ritrovati nell'antico Iraq e suppose che furono placcati utilizzando batterie composte da più celle. Dopo la Seconda guerra mondiale, Willard Gray dimostrò che una riproduzione del manufatto produceva corrente elettrica se era riempito con succo d'uva. W. Jansen utilizzò al posto del succo d'uva il benzochinone (alcuni coleotteri producono naturalmente i chinoni) e l'aceto ottenendo risultati ancora più significativi.

Tuttavia, anche tra coloro che sono concordi nell'identificare nel manufatto una batteria, l'ipotesi dell'elettroplaccatura non gode più di molta stima. Oggi si pensa che gli oggetti dorati osservati da König siano stati placcati tramite un processo a fuoco tramite mercurio. Test eseguiti dal Dr. Arne Eggebrecht hanno dimostrato che per eseguire una placcatura di appena un micrometro sono necessarie "molte" celle. In conclusione la potenza generata dal manufatto sarebbe troppo bassa. Paul Keyser ipotizzò, ma non è stato finora dimostrato, che un sacerdote potesse utilizzare la cella per una sorta di elettro-agopuntura o, elettrificando delle statue di metallo, stupire e meravigliare dei fedeli.
Il programma televisivo MythBusters di Discovery Channel ha dimostrato che è molto plausibile che antiche popolazioni utilizzassero il manufatto per eseguire delle placcature o per l'elettrostimolazione. Bisogna dire, però, che la potenza generata da una sola cella è risultata sempre troppo bassa, e per eseguire i vari test sono sempre state utilizzate celle collegate in serie tra loro.


Ipotesi non elettrica :

Gli scettici dicono che i test e le riproduzioni eseguite dimostrano solo che era possibile realizzare una sorta di cella galvanica, non che essa sia stata realizzata realmente. Inoltre, se si intende il manufatto come una batteria, sorgono diversi problemi di interpretazione:

l'asfalto ricopre completamente il cilindro di rame e lo isola in modo tale che gli elettroni possono circolare solo se si modifica l'oggetto stesso;
il manufatto non possiede fili conduttori esterni;
Non esistono dei manufatti che potevano utilizzare per il loro funzionamento energia elettrica;
Un sigillo di asfalto è perfetto per garantire una buona chiusura nel tempo, ma sarebbe scomodo in una cella galvanica, la quale dovrebbe essere aperta di frequente per la sua manutenzione;
Alcuni osservano che l'oggetto somiglia moltissimo ad altri manufatti utilizzati per il trasporto di rotoli sacri dalla vicina Seleucia, presso il Tigri. La decomposizione dei rotoli avrebbe potuto creare un ambiente acido e intaccare così gli elementi interni.

Polemiche e confronti:

Alcuni hanno affermato che questi manufatti dimostrano che l'energia elettrica era già conosciuta nell'antichità, tuttavia, anche se ormai si ammette che la "Batteria di Baghdad" era effettivamente un dispositivo elettrico, questo non comporta l'esistenza di una reale conoscenza dei fenomeni elettrici, tant'è che non migliorarono mai il loro progetto iniziale.

Chi ha costruito la "Batteria di Baghdad", e se questa era realmente una cella galvanica, potrebbe non aver compreso appieno tutti i principi fisici che la governano. Per esempio gli antichi Greci conoscevano i fenomeni elettrostatici prodotti dall'ambra, ma non compresero mai il perché del loro manifestarsi. Nei testi dei Parti ancora non sono stati individuati dei riferimenti a fenomeni elettrici né su un loro diretto utilizzo. Potrebbe darsi che le "pile" fossero utilizzate solo in un contesto mistico.
Le "Batterie di Baghdad", se utilizzate in serie, avrebbero potuto generare una tensione importante. Per confronto i primi esperimenti eseguiti da Luigi Galvani utilizzavano celle molto simili, anche se più grandi, capaci di sviluppare ben 30 Volt.

Test sulla teoria:
L'idea che la batteria potrebbe aver prodotto livelli di energia elettrica utilizzabile è stata messa alla prova almeno due volte.

Nella serie televisiva inglese "Arthur C. Clarke's Mysterious World" del 1980, l'egittologo Arne Eggebrecht utilizzò una riproduzione della batteria, piena di succo d'uva, che produsse mezzo volt di elettricità e dimostrando che avrebbe potuto placcare una statuetta di argento in due ore utilizzando una soluzione di cianuro d'oro.
Nel programma televisivo MythBusters, 29° puntata del 23 marzo 2005, furono collegate tra loro 10 "Batterie di Baghdad" costruite a mano e riempite di succo di limone come elettrolita le quali generarono 4 volt di corrente continua. La domanda che pose la trasmissione fu: "A cosa servivano queste antiche batterie?" La trasmissione diede tre possibili risposte: galvanizzazione, uso medico (elettro-agopuntura) e esperienza religiosa. In effetti il "pacco" di 10 batterie aveva abbastanza potenza da placcare un piccolo oggetto. Tramite due elettrodi a forma di ago si poteva eseguire una elettro-agopuntura, ma quando le batterie si esaurivano, la sensazione del paziente migrava verso il dolore. Per "testare" l'esperienza religiosa fu costruita una replica dell'Arca dell'alleanza completa di cherubini. Invece di collegare le ali dei cherubini alle "Batterie di Baghdad", furono collegate ad un generatore elettrico. Chi toccava l'arca sentiva un forte senso di oppressione al petto.
Anche se le "Batterie di Baghdad" non furono utilizzate, si è dedotto che la loro bassa potenza avrebbe comunque generato nei fedeli che non avevano nessuna idea di corrente elettrica e dei suoi effetti la sensazione di una "presenza divina".


Bibliografia:

Dubpernell, G., "Evidence of the use of primitive batteries in antiquity". Selected Topics in the History of Electrochemistry, The Electrochemical Society, I-22 Princetn, NJ. 1978.

Eggert, G., "The Enigma of the 'Battery of Baghdad". Proceedings 7th European Skeptics Conference. 1995.
Eggert, G., "The enigmatic 'battery of Baghdad". Skeptical Inquirer, May-June 1996 V20 N3 PG31(4).
MacKechnie, J. C. "An Early Electric cell?" Journal of the Institute of Electrical Engineers, 6:356-57. 1960.
Paszthory E., "Electricity generation or Magic? The analysis of an unusual group of finds from Mesopotamia". MASCA Research Papers in Science and Technology 6:31-8. 1989.
Zymet, Matthew, "Electric Artifact".








sabato 22 maggio 2010

IL MECCANISMO DI ANTIKYTERA




IL MECCANISMO DI ANTIKYTERA E' A PIENO TITOLO UNO DEGLI O-PARTS PIU' COMPLESSI MAI RITROVATI. IL SUO NOME PRENDE IL NOME DELL'ISOLA DELL'ARCIPELAGO GRECO DOVE E' STATO RINVENUTO NEL 1900 POCHI GIORNI PRIMA DELLA DOMENICA DI PASQUA DA UNA BARCA PER LA RACCOLTA DI SPUGNE, MA A CAUSA DEL MARE GROSSO, IL COMANDANTE DELL'IMBARCAZIONE TALE DEMETRIO KONDOS DOPO ESSERE STATO SBATTUTO CONTRO GLI SCOGLI, E AVER PERSO PARTE DEL CARICO, DECISE DI TENTARE DI ALLONTANARSI IL PIU' POSSIBILE DA QUELLE ACQUE AGITATE SPOSTARSI DAI PERICOLOSI STRETTI DI CRETA PER DIRIGERSI VERSO LA PUNTA NORD DELL'ISOLA DI ANTIKYTERA.QUANDO IL MARE SI CALMO' CIRCA DOPO UNA SETTIMANA, IL CAPITANO KONDOS FECE IMMERGERE IL SUO MIGLIORE SUBAQUEO PER CERCARE DI RECUPERARE QUALCOSA, MA AD UN CERTO PUNTO AD UNA PROFONDITA' DI CIRCA 42 METRI, IL SUB TIRO' LA CORDA CHE LO COLLEGAVA ALLA BARCA PER SEGNALARE LA RISALITA. UNA VOLTA SUL BATTELLO IL SUB TESO E NERVOSO DISSE
DI AVER VISTO DONNE NUDE E STRANI CAVALLI, MA EVIDENTEMENTE IN STATO DI SCHOC NON SEPPE DIRE NIENT'ALTRO.
 
 A QUESTO PUNTO IL CAPITANO DECISE DI RISOLVERE IL MISTERO EGLI STESSO IMMERGENDOSI. AD UNA QUOTA DI 60 METRI DI PROFONDITA' RINVENNE UN RELITTO DI UNA NAVE CONTENENTE NUMEROSE STATUE DI BRONZO E MARMO, E VARI ALTRI ARTEFATTI POI DATATI TRA 85 E IL 50 A.C. IL RECUPERO DEGLI OGGETTI RICHIESE UN PO' DI TEMPO, E GLI STESSI POI VENNERO PORTATI AL MUSEO NAZIONALE DI ATENE. I REPERTI AL MUSEO VENNERO DATATI DALL'ARCHEOLOGO VALERIO STATIS, E TRA QUESTI VE NE ERA UNO COMPOSTO DA PARTI IN LEGNO E METALLO E QUI GLI VENNE DATO IL NOME DI MECCANISMO DI ANTIKYTERA. IL MECCANISMO RIMASE NON CATALOGATO PER MOLTO TEMPO, LA SUA PARTICOLARITA' ERA CHE PRESENTAVA , IN UN SUO FRAMMENTO DI LEGNO UNA DATA RISALENTE AL 77 A.C. ASCIUGANDOSI, I FRAMMENTI DI LEGNO, RIVELARONO AL LORO INTERNO DELLE SERIE DI INGRANAGGI MOLTO SIMILI A QUELLI CONTENUTI IN UN MODERNO OROLOGIO. NEL 1977 IL DR. DEREK J. DE SOLLA PRINCE, SCIENZIATO DELL'UNIVERSITA' DI YALE, COLLABORATO DA UN'EQUIPE GRECA PER L'ENERGIA ATOMICA, RIUSCI' A RICOSTRUIRE AL MEGLIO L'ASPETTO ORIGINARIO DELLA MACCHINA IN QUESTIONE E IL SUO IMPIEGO. EGLI, CON L'UTILIZZO DEI RAGGI GAMMA, RIUSCI' A SCOPRIRE LA STRUTTURA INTERNA CHE I PEZZI DI LEGNO AVEVANO AL LORO INTERNO.LA MACCHINA IN QUESTIONE E' COMPOSTA DI CIRCA 40 RUOTE DENTATE DI BRONZO, COLLEGATE AD UNA PIU' GRANDE POSTA AL CENTRO CON 240 DENTI, CIASCUNO ALTO 1,5 MILLIMETRI. ESSA ERA ADIBITA A CALCOLARE,TRAMITE I SUOI INGRANAGGI, IL MOVIMENTO DELLA LUNA, DEL SOLE E DEI PIANETI, CON ESTREMA PRECISIONE,ED ERA POSSIBILE CHE SI MUOVESSE CON UNA VELOCITA' QUALSIASI, PRATICAMENTE UN VERO E PROPRIO PLANETARIO. QUINDI NON SI TRATTAVA DI UN OROLOGIO, MA DI QUALCOSA DI BEN PIU' COMPLESSO, E CIOE' I MOVIMENTI PASSATI PRESENTI E FUTURI DEL CIELO. UN'ALTRA PARTICOLARITA' DEL MECCANISMO, ERA LA PRESENZA DI UNA PIATTAFORMA GIREVOLE DIFFERENZIALE, UN MECCANISMO CHE ARRIVO' IN EUROPA SOLO NEL 1500. PROPRIO PER LA COMPLESSITA' DEL MECCANISMO, L'INVENZIONE VENNE ATTRIBUITA AD UNA NATURA "ALIENA". MENTRE VOLENDOLA ATTRIBUIRE AD UNA INVENZIONE PRETTAMENTE TERRESTRE SI IPOTIZZO' CHE A COSTRUIRLO POTESSE ESSERE STATO UN DISCEPOLO DEL FILOSOFO GRECO POSIDONIO DI RODI, VERSO 87 A.C. INFATTI FU ANCHE DENOMINATO " IL CALCOLATORE DI RODI ".













domenica 16 maggio 2010

OOPARTS: IL PETRADOX


IL PETRADOX FU' RINVENUTO IN NEW MESSICO NEL 1998. DATATO CON IL CARBONIO/14 E' STATA STIMATA UNA DATA CHE OSCILLA TRA I 100.000 E I 155.000 ANNI. SI ANNOVERA PERTANTO
TRA GLI OOPARTS (OGGETTI FUORI DAL TEMPO)PIU' ENIGMATICI MAI RITROVATI.