CERCA NEL BLOG

Visualizzazione post con etichetta LE ANOMALIE TROVATE CON GOOGLE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LE ANOMALIE TROVATE CON GOOGLE. Mostra tutti i post

lunedì 21 aprile 2014

SCOPERTA CON GOOGLE-EARTH UNA CITTA’ SOMMERSA NEI PRESSI DEL LAGO TITICACA IN PERU’

citta' sommerse scoperte in peru' con google map

GIUNGE NOTIZIA CHE ATTRAVERSO L’ AUSILIO DI GOOGLE-EARTH,  SONO STATE SCOPERTE DUE CITTA’ SOMMERSE NELLE VICINANZE DEL LAGO TITICACA IN PERU’. LE IMMAGINI SEMBRANO MOSTRARE QUELLO CHE RIMANE DI  FONDAMENTE DI INSEDIAMENTI URBANI SUBACQUEE, MA AL MOMENTO NON VI E’ STATA NESSUNA CONFERMA DAGLI ORGANI UFFICIALI.

CITTA' SOMMERSA LAGO TITICACA PERU' FOTO 2
NEL 2000 E NEL 2013 DUE DISTINTE SPEDIZIONI ARCHEOLOGICHE SUBACQUEE NEL LAGO TITICACA, RITROVARONO UN TEMPIO E TANTISSIMI MANUFATTI CHE CONFERMARONO CHE, TRA I 1000 E I 1500 ANNI FA VI ERANO DEI GROSSI INSEDIAMENTI URBANI CHE SI TROVAVANO AD ALMENO 50 METRI SOPRA IL LIVELLO DEL LAGO.

CITTA' SOMMERSA LAGO TITICACA FOTO 3
QUINDI LE IMMAGINI POSTATE  IN RETE POSSONO AVER PERMESSO DI SCOPRIRE  ALTRI INSEDIAMENTI NON ANCORA INDIVIDUATI ?…..O SONO UN GRANDE E ABILE FOTORITOCCO?
SICURAMENTE SE NE SAPRA’ DI PIU’ IN SEGUITO.

lunedì 9 dicembre 2013

SCOPERTE CON L' UTILIZZO DI GOOGLE-EARTH 17 PIRAMIDI ANCORA SOTTO LA SABBIA IN EGITTO

LA NOTIZIA E' DI POCHI GIORNI FA,  E A RENDERLA NOTA E'  L' ARCHEOLOGA ANGELA MICOL, CHE CON L'AUSILIO DI GOOGLE-EARTH, HA SCOPERTO NEI PRESSI DI ABU SIDHUM, ANCORA COPERTE DALLA SABBIA DEL DESERTO, BEN 17 PIRAMIDI, DI CUI UNA DI QUESTE DOVREBBE AVERE UNA CUBATURA DI BEN TRE VOLTE SUPERIORE ALLA PIRAMIDE DI CHEOPE NELLA PIANA DI GIZA.
AD AVVALORARE LA TESI DELL ' ARCHEOLOGA ANGELA MICOL VI SAREBBERO DELLE ANTICHE MAPPE, DI CUI UNA IN PARTICOLARE UTILIZZATA DA UN INGEGNERE A SEGUITO DI NAPOLEONE BONAPARTE DURANTE LA CAMPAGNA IN EGITTO E SIRIA SVOLTASI TRA IL 1798 E IL
1801.
ADESSO SI ASPETTA SOLO IL VIA DELLA CAMPAGNA DI SCAVI PER CONFERMARE I " SOSPETTI DI GOOGLE-EARTH ", E RIPORTARE ALLA LUCE QUESTE MERAVIGLIE NASCOSTE DAL TEMPO.


martedì 29 ottobre 2013

QUELLA STRUTTURA " DECISAMENTE " ARTIFICIALE SCOPERTA CO GOOGLE EARTH ( MARTE )

QUESTO POST NON SI DILUNGHERA' IN PARTICOLARI CONGETTURE O ROBA DEL GENERE VUOLE SOLO INCURIOSIRVI SULLE CONTINUE " STRANEZZE " CHE VENGONO SCOPERTE CON GOOGLE EARTH- MARTE.
MI SONO IMBATTUTO IN DIVERSI ARTICOLI CHE MOSTRAVANO UNA " STRUTTURA " DECISAMENTE ARTIFICIALE SUL SUOLO MARZIANO, ED ANCH' IO MI SONO DILETTATO A DARE UNO SGUARDO.
INSERENDO LE COORDINATE EFFETTIVAMENTE SI EVIDENZIA UNA FORMAZIONE IN STILE " U.F.O.SHADO "
( LA MITICA SERIE TV DEGLI ANNI " 60 " ) DI COLORE BIANCO. ULTIMAMENTE CON GOOGLE SONO STATE SCOPERTE DIVERSE STRANEZZE SIMILI ( NE HO PARLATO IN PRECEDENTI POST CHE TROVATE IN " LE ANOMALIE TROVATE CON GOOGLE " ). MA PERMET

TETEMI DI INCULCARVI UN DUBBIO............ SONO NOSTRE.....O SONO LORO?.......
ECCO LE FOTO CHE HO FATTO IO CON GOOGLE EARTH-MARTE:

venerdì 9 agosto 2013

SCOPERTA CON L'AUSILIO DI GOOGLE-MAP UN " PENTACOLO " IN KAZAKISTAN

GRAZIE ALL'UTILIZZO DI GOOGLE-MAP DA PARTE DI UTENTI SEMPRE IN CERCA DI QUALCOSA DI A DIR POCO CURIOSO, STAVOLTA E' STATA LA VOLTA DEL KAZAKISTAN, DOVE A CIRCA 20 KM. DALLA CITTADINA DI LISAKOVSK VICINO AL LAGO LIMITROFO E' STATO SCOPERTO UN " PENTACOLO " DEL DIAMETRO DI CIRCA 366 METRI. ON-LINE LA RETE SI E' SBIZZARRITA PER DARE UNA SPIEGAZIONE ALLA CURIOSA FORMAZIONE CHE NON HA NULLA A CHE VEDERE CON I CERCHI NEL GRANO, MA CHE UN UTENTE EX-PILOTA DICE DI TRATTARSI DI UNA BASE MISSILISTICA ABBANDONATA.
IO ASPETTO ULTERIORI NOTIZIE PER ESPRIMERMI, MI SEMBRA QUANTOMENO CURIOSO COSTRUIRE UNA BASE MISSILISTICA CON QUESTE FATTEZZE, VISTO CHE I SEGUACI DI ALCUNE SETTE SATANICHE LO CONSIDERANO UN MESSAGGIO.......NO COMMENT..... 


P.S. VI POSSO CONFERMARE CHE C'E' VERAMENTE CON GOOGLE-EARTH DIGITATE KAZAKISTAN,LISAKVSK,NEHTARPAMMA E VI ACCORGERETE CHE C'E' VERAMENTE.
ECCO LA MIA FOTO:


 

mercoledì 7 novembre 2012

QUELLE STRANE " ANOMALIE " SEGNALATE SU GOOGLE SKY...

QUALCHE GIORNO FA AVEVO LETTO UNA NOTIZIA SU UN SITO  WEB ( RIPRESA POI DA  ALTRI ), DOVE SI  LEGGEVA CHE UN UTENTE DI GOOGLE SKY  DURANTE UNA NAVIGAZIONE SUL MOTORE DI RICERCA,  AVEVA NOTATO DELLE " STRANE ANOMALIE " SEGNALATE  COME  " SHIPS " NAVI SPAZIALI.
SUL MOMENTO NON HO DATO PESO ALLA NOTIZIA SPACCIANDOLA PER LA SOLITA SPAZZATURA. POI SU YOUTUBE HO VISTO POSTATI NUMEROSI VIDEO CHE RIPRENDEVANO UTENTI CHE FACEVANO VEDERE TRAMITE WEBCAM CHE EFFETTIVAMENTE QUALCHE STRANEZZA ESISTEVA. COSI' HO DECISO DI DOCUMENTARMI MEGLIO.
LE FOTO CHE ALLEGO A SEGUIRE SONO ESTRAPOLATE DA GOOGLE SKY, ED EVIDENZIANO DELLE STRANEZZE ABBASTANZA EVIDENTI.
LA PRIMA ANOMALIA CHE VEDETE RIPRODOTTA A FIANCO, MOSTRA UN OGGETTO DECISAMENTE INUSUALE CHE VIENE IDENTIFICATO DA GOOGLE COME POSSIBILE ASTRONAVE. LA SUA POSIZIONE E' FACILMENTE IDENTIFICABILE SOPRA LA STELLA SIRIO.


LA SECONDA FOTO CHE HO SCARICATO MOSTRA UN'ANOMALIA A FORMA DI " Y " CHE SI TROVA AL DI SOPRA DELLA PRIMA, ANCH'ESSA DECISAMENTE ABBASTANZA CURIOSA.
LA TERZA FOTO CHE ALLEGO MOSTRA UN'ALTRA ANOMALIA UGUALE COME FORMA ALLA PRIMA, MA DI COLORE DIVERSO ( FACILMENTE IDENTIFICABILE USANDO I CODICI DI RIFERIMENTO DELLE STELLE VICINE ). RIGUARDANDO QUESTE FOTO NON SONO RIUSCITO A DARMI UNA SPIEGAZIONE PLAUSIBILE PER IDENTIFICARE DIVERSAMENTE DA  " U.F.O. " QUESTE ( CHIAMIAMOLE COSI' ) ANOMALIE.
MA LE STRANEZZE NON FINISCONO QUI'.INFATTI TRA I VARI VIDEO CHE SI TROVANO POSTATI SU YOUTUBE, UN UTENTE AVEVA  PROVATO A CERCARE TRAMITE DELLE CORDINATE TROVATE IN RETE  IL FAMIGERATO PIANETA DENOMINATO " NIBIRU ", E GIUNTO SUL PUNTO ESATTO DELLE CORDINATE LO SPAZIO CHE DOVEVA VISUALIZZARE QUANTOMENO QUALCOSA, MOSTRAVA UN RIQUADRO NERO A COPERTURA DELLA PARTE DI SPAZIO IN QUESTIONE. POSSIAMO SPIEGARE TUTTO SE VOGLIAMO, USANDO ANCHE DELLE FANTASIOSE SPIEGAZIONI, MA QUANDO CI TROVIAMO DAVANTI PALESI OCCULTAMENTI....ALLORA....

  




giovedì 29 luglio 2010

EGITTO :CRATERE METEORITICO SCOPERTO CON GOOGLE


Egitto, cratere meteoritico scoperto con Google Earth da una spedizione italiana : 25/07/2010 12.30



L'intuizione venuta dal Web si è poi rilevata corretta con un'esplorazione direttamente sul luogo.

Era l’età della pietra, circa 5 mila anni fa, e nell’Egitto meridionale già avanzava il processo di desertificazione, quando un blocco metallico di una decina di tonnellate, poco più di un metro di diametro, piombò dallo spazio sulla Terra e colpì una località che oggi si chiama Kamil, al confine con Libia e Sudan, non lontana da un villaggio neolitico. Gli uomini assistettero atterriti a un’esplosione, al tremore della terra e alla frantumazione del corpo impattante in milioni di pezzi. Sul terreno fumante rimase una buca grande una cinquantina di metri e profonda poco meno di venti: uno dei crateri da impatto che costellano la superficie del nostro pianeta.
Conferma - Tutta questa ricostruzione è rimasta ignota fino a pochi mesi fa quando, nel corso di un’esplorazione virtuale al computer con Google Earth, il dottor Vincenzo De Michele, già curatore del Museo civico di storia naturale di Milano, si è imbattuto in una depressione circolare sospetta. Una consultazione con l’astronomo professor Mario Di Martino, dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), poi la decisione di organizzare un’esplorazione sui luoghi del presunto impatto, coinvolgendo ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell’Università di Bologna, del Museo antartico di Siena e di altri enti scientifici egiziani. Infine l’attesa conferma con il rinvenimento della «pistola fumante»: i frammenti del meteorite ricco di nickel e dei minerali che si formano al tremendo impatto. E giovedì 22 luglio la rivista internazionale Science ha consacrato la scoperta del meteorite di Kamil con un articolo a firma dei numerosi ricercatori italo-egiziani coinvolti (The Kamil Crater in Egypt).
Conservato - Il cratere ha una sua rilevanza scientifica proprio perché è piccolo e ben conservato. Di solito sul nostro pianeta crateri di queste dimensioni sono destinati a essere cancellati dall’erosione e coperti dalla vegetazione in pochi secoli, tant’è che oggi sulla Terra se ne contano solo 15 di diametro inferiore ai 300 metri, contro 176 di diametro maggiore ai 300 km. Invece, nel caso del piccolo cratere Kamil, il contesto desertico ne ha preservato l’integrità, tranne un modesto riempimento con materiale sabbioso. «Ha l’apparenza di un catino circondato dal bordo rilevato, tipico dei crateri da impatto», spiega il dottor Stefano Urbini dell’Ingv, che assieme al collega Iacopo Nicolosi, ha curato i rilevamenti geofisici con apparati Gps, radar a penetrazione, e magnetometri. «Le rocce incassanti, formate da arenarie del Cretaceo, hanno conservato perfettamente le strutture d’impatto, assieme agli abbondanti resti del meteorite metallico e ai minerali dovuti al metamorfismo da shock. Il corpo impattante è stato classificato come un meteorite della famiglia delle Ataxiti, ricco in nickel».
«Il ferro caduto dal cielo» - Sarebbe anche interessante, propone Urbini, mettere in relazione la leggenda del «ferro caduto dal cielo», di cui parlano alcuni antichi geroglifici egiziani, con il meteorite di Kamil, ma questo è un compito che spetterà agli archeologi. I rilievi geologici e geofisici hanno permesso pure di risalire alla velocità del meteorite all’ingresso con l’atmosfera, pari a circa 18 km al secondo, e a quella residua al momento dell’impatto, dopo il frenamento esercitato dall’atmosfera: circa 3,5 km al secondo. Tanto bastò perché il«ferro caduto dal cielo» liberasse, un’energia equivalente a circa 20 tonnellate di tritolo. Ma, l’aspetto peggiore dell’impatto fu legato alla frammentazione del meteorite che si comportò come una gigantesca granata militare, generando una pioggia di proiettili incandescenti e taglienti capaci di arrivare anche a un chilometro di distanza. Se c’erano esseri viventi entro quel raggio, nessuno poté sopravvivere.