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giovedì 30 settembre 2010

L'O.N.U. HA UN PIANO PER ACCOGLIERE GLI ALIENI SULLA TERRA.


Tappeto rosso all'Onu per ET in visita: tra le mille agenzie delle Nazioni Unite ce n'è una che ha tra i suoi compiti quello di tenere i rapporti con eventuali extraterrestri che dovessero bussare alla porta della Terra. Il capo è una astrofisica malesiana: Mazlan Othman descriverà il suo lavoro la prossima settimana alla conferenza scientifica della Royal Society Kavli Foundation a Cricheley Hill nel Buckinghamshire.

L'astrofisica, che è stata a capo dell'agenzia spaziale malesiana - e in questo ruolo ha organizzato la preparazione al lancio del primo astronauta del suo Paese - dirà ai delegati che la scoperta di centinaia di pianeti in orbita attorno ad altre stelle ha reso l'esistenza di una vita extraterrestre ben oltre la mera possibilità, anticipa dal Sunday Times: questo significa che l'Onu deve essere pronto a coordinare la risposta dell'umanità a un eventuale «primo contatto».
L'Unoosa ha sedi a Vienna, Bonn e Pechino e uno staff multinazionale che mantiene il registro degli oggetti lanciati nello spazio, tiene d'occhio gli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla terra e più in generale promuove la cooperazione internazionale per l'uso pacifico dello spazio. Ma tra le sue competenze, secondo il domenicale britannico, ci sono anche mansioni singolarmente simili a quelle della MiB, l'agenzia ritratta nel film «Men in Black» con Will Smith e Tommy Lee Jones in cui un'entità top secret negozia con gli alieni e consente loro, in alcuni casi, di rifugiarsi sulla Terra.
«La continua ricerca di comunicazioni extraterrestri ci lascia sperare che un giorno l'umanità riceverà segnali dagli alieni», è convinta la Othman: «Quando succederà dovremo avere in piedi una risposta coordinata che tenga conto della delicatezza del soggetto: l'Onu è una struttura già pronta per mettere in piedi questo meccanismo».
Le Nazioni Unite hanno già tentato in passato di mettersi in contatto con la vita oltre la Terra: le due sonde Voyager lanciate nel 1977 portavano un messaggio dell'allora segretario generale Kurt Waldheim: «Usciamo dal sistema solare nell'universo cercando pace e amicizia».
Di recente la Nasa ha annunciato che la sonda Keplero ha scoperto oltre 700 nuovi pianeti tra cui 140 simili per dimensioni alla Terra.
«La Othman è la persona più adatta se un alieno dovesse chiedere di portarlo dal nostro leader», ha detto al Times Richard Crowther, esperto britannico di diritto spaziale, che peraltro è convinto che il primo contatto con la vita extraterrestre avverrà non di persona ma attraverso comunicazioni radio: e se anche un alieno sbarcherà sulla superficie del Pianeta, si tratterà presumibilmente di microbi e non di forme di vita intelligente.

P.S. L'ARTICOLO CHE VEDETE RIPORTATO SOPRA E' TRATTO DAL GIORNALE.IT COMUNQUE QUESTA NOTIZIA E' RIMBALZATA DAL WEB ALLA TV IN SVARIATI MODI, MA COMUNQUE IN MANIERA MOLTO SIMILARE. DA PARTE MIA RIMANGO  MOLTO DISTACCATO DA QUESTE NOTIZIE, CHE DI SICURO NON FANNO BENE ALLA SERIA UFOLOGIA. TANTO RICORDATEVI UNA COSA: CHI DEVE SAPERE SA' TUTTI GLI ALTRI LO SAPRANNO A COSE FATTE.

sabato 18 settembre 2010

NEWS DALL'ITALIA E DAL MONDO: U.F.O. NEL MESSINESE(CAPO D'ORLANDO

CAPO D'ORLANDO (MESSINA)

Decine di telefonini, macchine fotografiche e persino alcune telecamere hanno documentato ieri sera la presenza di uno strano oggetto luminoso nel cielo della costa tirrenica messinese. Intorno alle 22,30, nel corso di uno spettacolo teatrale che si stava svolgendo in piazza Matteotti, a Capo d'Orlando, l'attenzione di gran parte degli spettatori si è spostata dal palco al cielo dove una sfera, all'apparenza infuocata, si muoveva alle spalle delle promontorio che sovrasta la città.

I molti testimoni hanno raccontato di aver pensato a un meteorite ma, ben presto, l'oggetto si è mosso in direzione orizzontale rimanendo sospeso in aria. Secondo i più, l'oggetto aveva forma triangolare con uno strano alone di luce emanato ai tre vertici. La suggestione ha portato la maggioranza dei testimoni a parlare di Ufo, ma il mistero è ancora tutto da chiarire. Più volte nella zona compresa tra Santo Stefano di Camastra e Patti sono stati segnalati strani avvistamenti e spesso la teoria di oggetti volanti non identificati è stata sostenuta a proposito dei misteriosi incendi avvenuti un paio d'anni fa a Canneto di Caronia, a una trentina di chilometri da Capo d'Orlando.

P.S. La foto allegata non corrisponde alla segnalazione.

mercoledì 15 settembre 2010

AVVISTAMENTI U.F.O. A PADOVA E CITTADELLA IL 13 SETTEMBRE 2010


Padova. Otto ufo nel cielo di Cittadella:

«Sfere luminose, si muovevano insieme»
Automobilista avverte i carabinieri: «Mi hanno detto che le
vedevano anche loro, si spostavano seguendo uno schema»


PADOVA (13 settembre) - Luci dal cielo. Sfere di fuoco, luminose e velocissime. È accaduto la scorsa notte a Cittadella, dove un automobilista di passaggio, A. M., 46 anni residente a Conselve, mentre stava viaggiando sulla regionale 53 Postumia, all'incrocio tra via Copernico e via Zucca, ha avvistato grandi sfere di colore rosso vivo volteggiare in cielo. Otto in tutto, che si spostavano con movimenti rettilinei, ordinati, quasi seguendo uno schema preciso.
«Ero in macchina con mia moglie e i miei figli - racconta l'uomo - e stavamo rientrando da una cena a Belluno. Ad un certo punto, imboccata la regionale, abbiamo notato cinque punti luminosi prima in lontananza e poi sempre più vicini. Allora mi sono fermato e siamo scesi per vedere meglio. Erano oggetti simili a delle sfere luminose, di colore rosso, che si muovevano in senso orizzontale e verticale, seguendo spostamenti rettilinei, a velocità costante ma veloci. Non c'erano suoni o scintille. Allora ho chiamato la centrale dei carabinieri di Cittadella raccontando quello che stavo vedendo e li ho invitati ad affacciarsi alla finestra perché sicuramente potevano vedere anche loro questi punti luminosi. E infatti mi hanno confermato che anche dalla caserma riuscivano a scorgerli. Dopo alcuni minuti, mentre ero al telefono, le sfere sono sparite e subito dopo ne sono arrivate altre tre dalla medesima direzione, due delle quali erano più vicine. Poco dopo anche queste sono scomparse. Mi mordo le dita perchè purtroppo ieri sera non avevo con me né la macchina fotografica né il mio telefonino personale in grado di filmare con nitidezza il cielo. Un vero peccato!».
Oltre al quarantaseienne e alla sua famiglia, anche altri automobilisti di passaggio sulla Postumia hanno assistito all'avvistamento. «Dopo di noi - continua A.M. - altre auto si sono fermate per guardare queste sfere luminose volteggiare nel cielo in tutte le direzioni. Poi anche questi tre oggetti luminosi sono spariti quasi inghiottiti dal buio. Io e gli altri automobilisti testimoni di quest'insolito fenomeno ci siamo chiesti da dove provenissero e, soprattutto, cosa potessero essere».


P.S. LA FOTO ALLEGATA NON CORRISPONDE ALL'ARTICOLO SULL'AVVISTAMENTO

sabato 11 settembre 2010

IL GABINETTO RS/33 E LE SPERIMENTAZIONI SEGRETE DI HITLER



 In epoca fascista i primi "contatti" avvolti dal mistero

Il primo avvistamento ufficiale che ha dato la patente alla storia Ufo dell'era moderna è quello di Kenneth Arnold. Ma in realtà gli Ufo erano stati visti molto prima, è il regime fascista a riconoscerli, studiarli e forse esaminarli direttamente. Il dato, clamoroso, è stato svelato lo scorso anno dal Centro Ufologico Nazionale autore di un'indagine storico-scientifica durata due anni, partita dalla raccolta di documenti e che ha avuto un fortissimo impulso dalle rivelazioni (e dalle carte) fornite da un misterioso personaggio probabilmente membro del regime fascista, documenti, peraltro, riconosciuti effettivamente degli anni '30 da perizie del Tribunale di Como. Secondo quanto ha ricostruito il Cun, nel giugno del 1933 un oggetto non identificato solca i cieli di Milano e si schianta: forse fra Varese, Sesto Calende e Vergiate. Il "velivolo non convenzionale", che i fascisti considereranno sempre un'arma di qualche potenza straniera, o quello che ne resta, viene forse nascosto nello stabilimento Siai Marchetti di Vergiate. Scatta fulmineo un blitz per segretare tutto. Il Duce ordina all'agenzia di stampa ufficiale Stefani e a ogni organo d'informazione di bloccare immediatamente le notizie: anche la fuga di un sussurro sarà deferita al tribunale per la sicurezza dello Stato. Imbavagliato perfino l'osservatorio meteo di Brera. Nasce il Gabinetto Rs33 costituito da scienziati, esponenti del regime, presieduto (nominalmente) da Guglielmo Marconi, controllato dall'Ovra, la polizia politica fascista. E' l'organismo che, fino alla fine della guerra, si occupa degli avvistamenti, frequenti anche fra i piloti della Regia Aeronautica. Documenti, carte, mezze ammissioni. Un lavoro durissimo quello del Cun, fra persone scomparse, testimoni che non si trovano o non parlano, istituzioni che smentiscono. Fatto sta che, secondo la leggenda, alla fine degli anni '30 proprio Marconi costruisce una specie di "raggio" in grado di paralizzare i sistemi elettrici dei motori. Che nella germanica Essen un bel giorno del '39 tutti i veicoli a motore si bloccano. Che nel 1941 i tedeschi cominciano a costruire i V7, velivoli discoidali che a fine conflitto vanno in parte distrutti e in parte recuperati dai russi. C'è un giallo anche attorno alle casse che Mussolini cerca di mettere al sicuro prima della disfatta, diverse da quelle dell'oro di Dongo, contenenti - pare - documenti segretissimi. Non si è potuto ispezionare nemmeno il capannone Marchetti di Vergiate: distrutto da un incendio doloso il 17 marzo 1943. Per cercare di avere qualche conferma ufficiale dalla storia bisogna insomma aspettare, sperando in un allentamento dei cordoni del mistero, mantenuti stretti tutt'ora.

Mussolini andava a caccia di ufo :

Benito Mussolini era un accanito cacciatore di Ufo, lo rivela in un servizio che mette in luce un aspetto molto curioso della personalità del Duce, la rivista "Ufo" realizzata dal Centro ufologico italiano. Mussolini, allarmato dalla notizia di un atterraggio di un misteriosissimo oggetto volante, cre˜ addirittura uno speciale comitato di controllo sugli oggetti volanti non identificati al quale diede il nome di "Gabinetto RS/33". A dirigere questo organismo fu scelto, secondo quanto rivela la rivista, nientemeno che Guglielmo Marconi. La caccia agli Ufo durante il regime fascista portò all'avvistamento di alcuni oggetti volanti in diverse parti d'Italia. Nel 1941 il Duce parlò dell'invasione degli Stati Uniti da parte dei marziani.

ROMA.: Una rivista ha trovato documenti ufficiali sulla passione del Duce Mussolini cacciatore di Ufo.
Dal 1933 stava alla finestra alla ricerca di alieni

Roma. La copertina mostra un Duce in posa imperiale con una scritta significativa: "Non è made in Usa". Si tratta dello scoop fatto dalla storica rivista Ufo, realizzata dal Centro ufologico italiano. Un curioso servizio che rivela che nel 1933 Benito Mussolini fu contagiato dalla "febbre aliena" e decise di andare a caccia di Ufo. Il Duce fece le cose in grande e istitu“ uno speciale comitato di controllo sugli oggetti volanti non identificati. "Gabinetto RS/33", così si chiamava l'organismo ad hoc. Fu creato, secondo quanto rivela il presidente del centro ufologico nazionale Roberto Pinotti, in seguito all'atterraggio di un misteriosissimo oggetto volante. Pinotti, durante la trasmissione del Tg3 Finestre, andata in onda il 12 Aprile 2000 alle 23.30, ha spiegato che ci sono tracce dell'attività di cacciatore di extraterrestri da parte di Mussolini anche in alcune carte che documentano una segreta attivitˆ di sorveglianza su "aeromobili sconosciuti". Il governo fascista aveva, tra le altre cose, un occhio rivolto verso gli astri, dunque. Secondo Pinotti (riconosciuto come uno dei massimi esperti di Ufo in Italia) il primo velivolo alieno sarebbe atterrato sul suolo patrio, in Lombardia, il 13 giugno 1933. La scena seguente è degna dei migliori libri di spionaggio: operazione di copertura da parte della Cia, depistaggio dei giornalisti curiosi e spostamento dei prefetti interessati. Tre anni dopo, secondo i documenti raccolti dagli esperti del Centro ufologico nazionale, una "aeronave misteriosa, un disco metallico netto, lucente avrebbe sorvolato i cieli di Mestre, seguita un'ora dopo da una sorta di lungo tubo metallico grigio o ardesia".

Chi era il capo del "Gabinetto RS/33"?

Secondo la ricostruzione di Pinotti era nientemeno che Guglielmo Marconi e fu scelto da Mussolini in persona. La caccia all'Ufo durante il governo fascista per ora non si arricchisce di altri particolari, solo una frase curiosa pronunciata dal Duce nel 1941 sull'invasione degli Usa da parte degli abitanti del pianeta Marte. Ma, che si creda o meno all'esistenza degli Ufo, una cosa è sicura. Il primato americano dell'ufologia e' seriamente a rischio: prima di varcare l'oceano, i dischi volanti hanno fatto un salto in Italia.

E Mussolini nascose l'Ufo di Milano:

Giugno 1933: un "aeromobile sconosciuto" precipita sulla metropoli lombarda. Il duce ordina: "Silenzio assoluto".

MILANO, 11 APRILE - Il duce guardò il cielo. Trasecolò. Non disse "Quel maledetto Ufo" perchè ancora non si parlava di oggetti volanti non identificati. Forse disse in romagnolo "Sorbole, un'aeronave sconosciuta" e smoccolò a lungo. Fantapolitica ma non tanto. Perchè se i documenti in possesso del Cun, il Centro Ufologico nazionale sono veri e autentici come afferma anche il consulente tecnico incaricato di datarli, un oggetto non identificato piombò un giorno del 1933 dai cieli di Milano. Mentre ciò che restava della navicella aliena veniva ricoverato e infrattato chissà dove, la macchina della censura si metteva in potente movimento. Nessuna notizia. Bavaglio all'Agenzia Stefani (l'Ansa di allora), minacce per i giornalisti di trascinarli fino al tribunale speciale.

Ecco la storia di questo Ufo-crash ante litteram come può essere ricostruita dai documenti in possesso del presidente del Cun Roberto Pinotti e del segretario Alfredo Lissoni.

La data è il 13 giugno 1933. Il telegramma porta l'intestazione "Ufficio telegrafico di Milano" e la dicitura "Riservatissimo - lampo - priorità su tutte le priorità". Come mittente reca la voce prestampata "Agenzia Stefani". Il testo: "D'ordine personale del Duce disponesi assoluto silenzio su presunto atterraggio su suolo nazionale at opera aeromobile sconosciuto Stop Confermasi versione pubblicanda diffusa dispaccio Stefani odierno stop Idem versione anche at personale e giornalisti Stop Previste max pene per trasgressori fino at deferimento tribunale sicurezza dello Stato stop Per immediata conferma ricevimento stop Direzione affari speciali". Sono le 16. Ma del misterioso atterraggio si parla già dalla prima mattinata. La macchina della censura si è messa in moto con tempestiva solerzia. Lo conferma un secondo telegramma della Direzione affari speciali. L'orario e' quello delle 17.07. "D'ordine personale del Duce disponesi immediato dicesi immediato arresto diffusione notizia relativa at aeromobile natura et provenienza sconosciuta di cui at dispaccio Stefani data odierna hore 7 et 30 Stop Disponesi istantanea rifusione eventuali piombi giornalistici recanti detta notizia Stop Previste max pene per trasgressori fino at deferimento tribunale sicurezza dello Stato Stop dare immediata conferma del ricevimento Stop".
E se qualcosa fosse trapelato, se un giornalista malaccorto avesse avuto la temerarietà di pubblicare anche solo un brandello di notizia? Mentre l'incauto avrebbe preso la via di Ventotene, sarebbe stata servita dall'Osservatorio di Brera una versione di comodo: l'oggetto misterioso era solo un enorme meteorite. Insomma è giornata di mobilitazione generale di tutti i gangli vitali dell'aviazione, dello Stato, del regime a cominciare dall'Ovra, la polizia segreta.
I telegrammi portano tutti un'unica sigla, quella che parrebbe una "f".. La stessa "f" che campeggia su una busta intestata "Senato del Regno" e fatta arrivare agli ufologi del Cun Pinotti e Lissoni dove è scritto a stampatello: "Riservatissimo (sottolineato) A mani di S.E. Galeazzo Ciano". Quindi anche il potente ministro degli Esteri, genero di Mussolini, viene coinvolto nel misterioso crash in territorio milanese. Ancora una "f" sigla una lettera con l'intestazione Agenzia Stefani indirizzata a un certo Alfredo. Si accenna a un caso Moretti del quale "non si pu˜ parlare che a quattr'occhi data la delicatezza e la particolaritˆ della vicenda". "Se mi chiedi un consiglio, eccolo: non dire a nessuno - ripeto nessuno e ci˜ comprende i parenti più stretti - quanto hai visto". Ottimo consiglio perchè da un'altra lettera del misterioso "f" si appprende che il povero Moretti (un testimone scomodo dell'atterraggio?) era stato rinchiuso in un manicomio.

Alieni o nemici: per studiarli un pool guidato da Marconi

MILANO, 11 APRILE - L'Ufo "milanese" preoccupò Mussolini. Con ragione. L'Aeronautica italiana, con ben impresse sulle ali dei suoi apparecchi le aquile littorie, era la prima nel mondo. Che un oggetto volante di provenienza sconosciuta planasse sul suolo italico e per giunta a un passo dalla cittˆ che aveva dato i natali al fascismo, suonava come un attentato a quella supremazia. Francese o inglese, si chiese il capo del fascismo? Per sciogliere il suo dubbio spaziale Mussolini costitu“ una struttura segretissima, il Gabinetto RS/33 (RS stava per Ricerche Speciali). Presidente venne designato Guglielmo Marconi, ma il grande scienziato disert˜ tutte le sedute. Componevano il Gabinetto l'astronomo Gino Cecchini professori Vallauri, Pirotta, Crocco, Debbasi, Severi, Bottazzi e Giordani, nonchè il conte Luigi Cozza, come referente organizzativo ed elemento di collegamento logistico con i vertici del regime. RS/33 si riunì alcune volte e produsse un dossier di una trentina di pagine che esaminava tutti gli avvistamenti di oggetti volanti sconosciuti dal 1933 al 1940. Il duce non poteva saperlo ma spinto da una preoccupazione più bellica che scientifica aveva dato all'Italia il primato nella nascita dell'ufologia. Era il 1933. Solo quattordici anni dopo gli Stati Uniti battezzarono la nuova "scienza" che studiava gli oggetti volanti non identificati. Foto: Guglielmo Marcon
















SERIE:I LUOGHI DEL MISTERO- LE PIRAMIDI DI BOSNIA

Le piramidi di Bosnia :


Incredibile, ma dove? Proprio in Bosnia nella valle di Visoko, piccola cittadina di 17.000 abitanti posta una trentina di chilometri a nord di Sarajevo. E non si tratta neanche di una piccola e insignificante piramide, anzi … Alta 220 metri e con i lati della base di oltre 360 metri, è costruita in blocchi di arenaria che indicherebbero la presenza di una civiltà avanzata in una regione che non è certo famosa per le sue bellezze archeologiche. La piramide sarebbe passata inosservata fino ad ora perché ricoperta da terra e vegetazione che con il tempo l’ha nascosta facendola sembrare una semplice collina dalla forma curiosa, la Visocina Hill.
La notizia viene presto ripresa dalla stampa internazionale e le meraviglie che riserva la costruzione, subito ribattezzata “Piramide del Sole”, aumentano di giorno in giorno. Una strada lastricata, della lunghezza di 420 metri, conduce alla sommità dove vi sarebbe uno spiazzo cerimoniale e sui lati della piramide, costituiti da gradoni di arenaria secondo lo stile meso-americano, si aprirebbero misteriosi tunnel che si perdono nel sottosuolo. Se ciò non bastasse la piramide è anche allineata secondo i punti cardinali e quindi non può che essere opera dell’uomo: lo mostrano le foto dal satellite, mentre nelle vicinanze vengono scoperte perfette e misteriose sfere di pietra.
Il team di ricerca (la “Bosnian Pyramid of the Sun Foundation”) è guidato da Semir Osmanagic, un bosniaco emigrato negli Stati Uniti, dove è ora proprietario di un’azienda che produce elementi metallici per l’edilizia. Osmanagic non è quindi un archeologo, ha studiato Economia e Scienze Politiche all’università di Sarajevo, ma ciò non gli impedisce di dilettarsi nella scrittura di articoli di storia alternativa e di sapore New Age, sui Maya e la loro discendenza da Atlantidei e Lemuriani, legati in qualche modo ad extraterrestri provenienti dalle Pleiadi.
Assecondando la sua passione per la scrittura pubblica dopo pochi mesi il libro “The Bosnian pyramid of the Sun – Discovery of the first European pyramids”. Già dalle prime pagine non mancano le sorprese: la piramide è antica, così antica da avere più di 10.000 anni. La regione dei Balcani e in particolare la Bosnia – così afferma Osmanagic – era la culla di una civiltà molto avanzata che prosperò durante l’ultima era glaciale mentre il resto dell’Europa era coperto dai ghiacciai. Ma improvvisamente avvenne il disastro: lo scioglimento dei ghiacciai causò un’enorme ondata distruttrice che spazzo via questa civiltà e ricoprì la piramide di sedimenti, celandola fino ad ora alla conoscenza umana. Il libro prosegue illustrando le prove genetiche (tenute nascoste dalla scienza ufficiale) della presenza di questa misteriosa popolazione in qualche modo imparentata con gli Illiri, in Perù e nelle Americhe, dei suoi spostamenti per il globo, teorizzando la presenza di continenti scomparsi, i celeberrimi Lemuria, Mu e Atlantide; e così Osmanagic trova analogie tra le sfere di pietra bosniache e quelle del Costa Rica e del Messico. Sfere e piramide sarebbero servite a produrre una qualche forma di energia ultravioletta a noi sconosciuta che, interagendo con i processi biologici del corpo umano, diffonderebbe prosperità e un senso di pace.
Ma le scoperte non si fermano qui, perché le piramidi sarebbero addirittura tre, poste ai vertici di un triangolo equilatero. Le due nuove costruzioni vengono immediatamente battezzate “Piramide della Luna” e “Piramide del Dragone”, mentre si diffondono voci dell’esistenza di altre piramidi non ancora scoperte. Secondo il politico bosniaco Sulejman Tihic esisterebbero addirittura nove piramidi e Osmanagic dichiara che probabilmente ve ne sono altre in Croazia. Intanto Visoko viene presa d’assalto da giornalisti e curiosi, viene creato il parco archeologico delle piramidi bosniache e il turismo prospera, così come i venditori di souvenirs a forma di piramide.
Fin dall’inizio ad Osmanagic è stata imputata una certa mancanza di rigore e metodo nel compiere le ricerche. Il non essere archeologo e il suo passato come autore e simpatizzante di teorie pseudo-archeologiche non gli ha certo portato consensi, come alcune sue dichiarazioni alquanto discutibili e chiaramente tendenziose. Ad esempio, contrariamente a quanto afferma Osmanagic, la Piramide del Sole non è per niente regolare e nemmeno è orientata secondo i punti cardinali, ma presenta pendenze e lunghezze dei lati molto diverse. Anche la disposizione delle tre piramidi in modo da formare un triangolo equilatero è smentita dalle misurazioni compiute da Alun Salt, studente di dottorato all’Università di Leichester. I suoi calcoli dimostrano che ci sono circa 200 metri di differenza (un errore del 10%) tra i lati del “triangolo perfetto” che ha ai suoi vertici le tre piramidi.
Se ciò non bastasse, gli scavi sono stati aperti in più punti simultaneamente e condotti da volontari senza la supervisione di nessun archeologo qualificato. Le foto mostrano quelli che sembrano lavori di sterro più che un lento e meticoloso scavo archeologico, le fotografie fornite come documentazione sono inutilizzabili, prive di scala e senza didascalie, senza alcuna indicazione del luogo dove sono state scattate o di cosa rappresentino.
Osmanagic e il suo team continuano il loro lavoro organizzando campagne di scavo sulle pendici delle piramidi, esplorando i tunnel e organizzando conferenze stampa. Il mondo accademico è comunque scettico riguardo l’esistenza di queste piramidi e alcuni ricercatori attaccano Osmanagic mettendone in evidenza le interpretazioni fantasiose, la mancanza di metodo scientifico e la manipolazione dei dati per suffragare le proprie teorie. Anche l’UNESCO si interessa alle piramidi e manda sul posto un team per accertarsi della genuinità delle affermazioni di Osmanagic, missione che si conclude con un nulla di fatto in quanto, secondo gli uomini dell’UNESCO, non v’è alcuna prova della loro effettiva esistenza.
Le critiche non servono a fermare il lavoro di Osmanagic e della fondazione. Nuove scoperte e rivelazioni vengono di volta in volta annunciate dalla stampa locale e internazionale, corredate da foto, da filmati e da autorevoli pareri di rappresentanti del mondo scientifico che sono convinti della genuinità del lavoro di Osmanagic. Questi, infatti, nel giugno 2006 convoca a Visoko il geologo egiziano Aly Abd Barakat, seguito a settembre dall’egittologo Mohamed Ibrahim Aly e successivamente da altri tre archeologi egiziani, Soleiman Hamed El-Heweli e Mona Fouad Aly dell’Università del Cairo, e Nabil M.A. Swelim della Alexandria Archaeological Society.
La stampa locale e il web riportano frasi sensazionalistiche attribuite agli esperti egiziani quali “la piramide del Sole è la più grande al mondo” e “la Bosnia dovrà essere chiamata la Terra delle Piramidi” oppure “diventerà presto il centro del mondo”. In realtà le dichiarazioni degli archeologi egiziani sono molto meno categoriche di quanto voglia sostenere Osmanagic. Nel riportare le frasi degli studiosi convocati, Osmanagic stravolge il significato delle loro affermazioni ignorando i numerosi “se” e il tono possibilista utilizzato, mentre sorvola abilmente su questioni spinose poste in evidenza da questi, come la totale mancanza di manufatti antichi rinvenuti nell’area che impediscono di proporre qualsiasi datazione, oppure la possibilità che i terrazzamenti della piramide siano moderni.
Con il passare del tempo il caso sembra sgonfiarsi, Osmanagic e la Fondazione vedono non rinnovarsi le concessioni di scavo ma non interrompono il loro lavoro, cercando di fornire nuove prove alla loro tesi, in particolare presunti manufatti che non sono altro che pietre dalle forme curiose, oppure lamentando azioni discriminatorie e minacce nei loro confronti. Nel frattempo, accanto alle tre piramidi, si sono aggiunte la “Piramide dell’Amore” e la “Tempio della Terra”, insieme ad un misterioso alfabeto “proto-bosniaco”. L’ultima evidenza fornita dalla Fondazione è la datazione al carbonio 14 di un pezzo di legno inglobato nella roccia di un tunnel, datazione per certi versi molto controversa, e che gli assegna un’età di circa 30.000 anni.
In effetti, guardando numerose foto presenti sul web, la Visocina Hill sembra proprio una piramide ricoperta dalla vegetazione e gli scavi hanno portato alla luce quelli che sembrano dei gradoni e delle pavimentazioni sul lato della collina. In realtà sia la forma piramidale della Visocina Hill, come quella delle colline vicine, sia la presenza di blocchi di pietra che sembrano essere stati lavorati dall’uomo, sono attribuibili ai fenomeni geologici che hanno portato alla formazione della valle di Visoko e sono, quindi, del tutto naturali e facilmente spiegabili. In natura le forme regolari non sono certo l’eccezione e colline più o meno piramidali sono visibili in ogni parte del globo.
La stessa catastrofe che avrebbe sommerso la piramide non è mai avvenuta. Lo scioglimento della calotta glaciale fu un fenomeno lento e graduale che portò sicuramente a sconvolgimenti geologici e del modo di vita delle popolazioni preistoriche, ma non di tale catastrofica portata.
La storia geologica delle piramidi bosniache inizia nel Miocene, circa 15 milioni di anni fa, quando si viene a formare un grande lago di forma allungata che si estendeva per una sessantina di chilometri tra Zelica e Sarajevo, includendo l’area di Visoko. Questo lago coprì la regione per circa 7 milioni di anni, formando uno spesso strato di sedimenti lacustri che in alcuni punti ha l’incredibile spessore di 2 chilometri. Questi sedimenti comprendono una serie di strati di spessore variabile, ognuno di questi formato da vari materiali e che permettono di ricostruire le diverse fasi della storia geologica della regione: strati di sedimenti fini compattati a formare argilla, sedimenti di sabbia più o meno fine che diventeranno roccia arenaria, strati di detriti grossolani, depositati nei periodi geologici più movimentati, che in seguito diverranno conglomerati o breccia.
Il lago scompare verso la fine del Miocene, tra 7 e 5 milioni di anni fa, e tutti questi strati, disposti uno sopra l’altro in modo abbastanza regolare, sono soggetti ad un nuovo fenomeno geologico, quello del sollevamento per via di spinte tettoniche. Gli strati vengono spinti verso l’alto, spezzati e fratturati secondo direzioni più o meno rettilinee, creando quelli che Osmanagic dichiara essere gradoni e pavimentazioni. Tale fenomeno è evidente in alcuni punti della “piramide” dove si può riconoscere e seguire il percorso delle tipiche pieghe e deformazioni rocciose che si formano per via di questi processi geologici.
Le sfere, così perfette da sembrare artificiali, non sono altro che concrezioni. Queste formazioni naturali sono dovute all’azione dell’acqua che aggrega i minerali presenti nello strato attorno ad un nucleo (in genere un granulo di quarzo od un fossile), producendo queste singolari forme sferiche.
E i misteriosi tunnel? La regione di Visoko è stata per lungo tempo una zona estrattiva del carbone, del ferro e del rame. L’estrazione del rame è attestata archeologicamente già dall’età del Bronzo e quella del ferro almeno dal periodo romano.
Molti dei simboli ritrovati nei cunicoli, e che Osmanagic considera un antico alfabeto, sarebbero stati tracciati in epoca moderna dai minatori, come alcuni di essi hanno testimoniato, mentre altri sarebbero comparsi improvvisamente alimentando dubbi sulla buona fede di Osmanagic.
Inoltre, la tradizione popolare conserva ancora oggi la leggenda della regina Katarina, l’ultima regina di Bosnia che fuggì dal suo castello di Visoko grazie a dei passaggi sotterranei, prima che questo venisse conquistato dall’esercito ottomano.
In effetti, contrariamente a quanto vorrebbe far credere Osmanagic, questa regione non è certo inesplorata dal punto di vista archeologico. Già nel Neolitico sono conosciuti insediamenti molto numerosi, come quello di Butnir, costituito da oltre 300 abitazioni circondate da un muro difensivo e datato alla prima metà del V millennio. Numerose sono anche le attestazioni dell’età del Bronzo e del Ferro, con resti di villaggi, manufatti e tombe megalitiche, a cui fa seguito il periodo della dominazione romana. Il geologo Omerbashich ha ipotizzato che siano stati gli stessi romani a modellare la Visocina Hill dandole una forma vagamente piramidale.
Per questo motivo molti archeologi sono preoccupati per le possibili distruzioni che Osmanagic e il suo team potrebbero apportare alle evidenze archeologiche nascoste nel sottosuolo. Il team della Bosnian Pyramid of the Sun Foundation non è infatti composto da archeologi o scienziati professionisti ma da ricercatori improvvisati. All’inizio del 2007, per motivi non meglio precisati ma facilmente immaginabili, sono stati allontanati dalla Fondazione la geologa Nadija Nukic e Senad Hodovic direttore del museo di Visoko, insieme ad altri ricercatori.
Per fortuna i siti sono ora protetti dalle disposizioni del Ministro della Cultura bosniaco Gavrilo Grahovac. Sarebbe davvero una beffa se la rincorsa ad una fantasia archeologica, o peggio, la ricerca di fama e ricchezza, provocassero la distruzione di ciò che può permetterci di ricostruire la vera storia di questa regione, il modo di vita e le credenze dei suoi abitanti, le loro manifestazioni artistiche e culturali. Popolazioni che non hanno certo minore importanza solo per il fatto di non aver costruito alcuna piramide!
In conclusione le piramidi bosniache sembrano rappresentare il classico caso di pseudo-archeologia. Ve ne sono tutti gli ingredienti: piramidi gigantesche e antichissime, tunnel sotterranei che si perdono nelle profondità della terra, continenti scomparsi e catastrofi naturali, tecnologie miracolose e uomini straordinari, conditi con un pizzico di New Age e recriminazioni complottiste, nazionalismo e fiuto per gli affari.
La mancanza di metodo e rigore scientifico, le conclusioni affrettare e fantasiose di Osmanagic, la ricerca del sensazionalismo e di un forte impatto mediatico, non possono che far sorgere molti dubbi riguardo l’autenticità delle piramidi di Bosnia e mettere in guardia da scoperte così sbalorditive che vorrebbero cancellare secoli di ricerca scientifica e riscrivere la storia dell’umanità.

venerdì 10 settembre 2010

SFERE DI LUCE IN UNA RIPRESA AMATORIALE IN PROVINCIA DI ROMA ESTATE 2009




SFERE DI LUCE IN PROVINCIA DI ROMA ESTATE 2009:


LA RIPRESA VIDEO E' DECISAMENTE AMATORIALE, E  FA' VEDERE DELLE SFERE DI LUCE DI VARIO FORMATO FLUTTUARE VICINO AD UNA RADURA  A UNA CERTA DISTANZA DAL TESTIMONE CHE GIRAVA IL VIDEO. POI LE SFERE DI LUCE SI SPOSTANO IN VARIE DIREZIONI ALCUNE  REPENTINAMENTE, ALTRE COME SE ROTOLASSERO FLUTTUANDO NELL'ARIA.GIUDICATE VOI.

VIDEO PRIVATO GIRATO A BAGHERIA ESTATE 2010

 VIDEO AMATORIALE GIRATO A BAGHERIA IN
 PROVINCIA DI PALERMO ESTATE 2010.



IN QUESTO VIDEO GIRATO QUESTA  ESTATE SI POSSONO RISCONTRARE PARECCHI SPUNTI DI DISCUSSIONE SENZA METTERE  IN NESSUN MODO  IN DUBBIO L'ORIGINALITA' DEL VIDEO STESSO. PUR ESSENDO  NON PRATICHE,  LE PERSONE CHE HANNO GIRATO QUESTO VIDEO HANNO CERCATO DI UTILIZZARE UNA CERTA PROSPETTIVA PER  CERCARE DI RENDERE L'IDEA DELLA DISTANZA DELL'U.F.O. INQUADRATO, LE NUVOLE E L'ABITAZIONE DA DOVE E' STATO GIRATO IL VIDEO. NEL VIDEO L'U.F.O. APPARE DI COLORE SCURO E IN CONSIDERAZIONE DELL'ORA IN CUI E' STATO GIRATO IL VIDEO,
 L'U.F.O. APPARE ASSOLUTAMENTE REALE, E NON IMPUTABILE COME FORMA A QUALSIASI ALTRO AEREONAVE CONOSCIUTO, E CONSIDERANDO LA BASSA ALTITUDINE SICURAMENTE NON UN SATELLITE, O UN UCCELLO.I TESTIMONI PURTROPPO NON HANNO POTUTO INIZIARE LE RIPRESE PRIMA, QUANDO L'U.F.O. ERA DECISAMENTE PIU' BASSO DI ALTITUDINE, PERCHE' NON AVEVANO LA TELECAMERA A PORTATA DI MANO.

lunedì 23 agosto 2010

STRANI INCIDENTI SULLA AUTOSTRADA PA-CT NELLA GALLERIA DI TRE MONZELLI


STRANI INCIDENTI NELLA GALLERIA DI TRE MONZELLI SULLA PA/CT


23 agosto 2010

Cosa accade nella galleria di Tremonzelli sull’A19 ? Più di un incidente verificatosi nella galleria lungo la Palermo-Catania, presenta caratteristiche anomale che hanno richiesto l’intervento di esperti per sciogliere l’enigma.
Dopo l’ultimo incidente occorso ad un motociclista, sabato scorso a ripetere l’anomala esperienza, è stato un giornalista.
La dinamica degli incidenti, stando al racconto dei testimoni, sarebbe sempre la stessa.
Un black-out dopo essere entrati in galleria. L’impianto elettrico non funziona più e anche il motore si spegne.
Chi si trova alla guida, perde il controllo dell’auto.
Oltre ai tecnici dell’Anas, della vicenda si sta interessando anche il CUN (Centro Ufologico Nazionale) e in molti sembrano ritenere plausibile che il fenomeno sia legato a campi elettromagnetici dei quali non si è ancora trovata la fonte.
Qualcuno, ricorda il caso di Caronia, quando un intero paese venne evacuato a seguito di innumerevoli incendi spontanei, le cui cause non vennero mai scoperte.
Anche in quel caso, si ipotizzò che la presenza di campi elettromagnetici di natura sconosciuta, fosse all’origine del fenomeno.
Qualunque sia la ragione, l’unico dato di certezza è quello del rischio di pericolosi incidenti all’interno di una galleria sita in un tratto di strada trafficato e percorso a velocità sostenuta

giovedì 19 agosto 2010

PAPA GIOVANNI XXIII E IL SUO INCONTRO RAVVICINATO DEL 3° TIPO A CASTEL GANDOLFO

LA CHIESA INTESA IN TUTTA LA SUA INTEREZZA:  SA', MA PER TUTTA UNA SERIE DI PROBLEMATICHE TENDE  A SMUSSARE IL PROBLEMA " VITA EXTRATERRESTRE ", MA PIANO PIANO QUALCOSA VIENE FUORI ED ANCHE ABBASTANZA INTERESSANTE.VEDETE IL VIDEO 

domenica 8 agosto 2010

I GRAFFITI DELLE GROTTE DELL'ADDAURA A PALERMO

Grotta dell'Addaura:
La grotta dell'Addaura è un complesso di tre grotte naturali poste sul fianco nord-orientale del Monte Pellegrino a Palermo, in Sicilia. L'importanza del complesso è determinata dalla presenza di incisioni rupestri databili fra l'Epigravettiano finale e il Mesolitico.
Sul fianco del Monte Pellegrino, che domina Palermo, a sud-ovest della spiaggia di Mondello a 70 metri sul livello del mare, si aprono alcune grotte e cavità nelle quali sono state ritrovate ossa e strumenti utilizzati per la caccia che attestano la presenza dell'uomo, che le ha abitate, a partire dal Paleolitico e nel Mesolitico. I reperti adesso sono conservati nel Museo Archeologico di Palermo. La loro importanza tuttavia è dovuta soprattutto alla presenza di uno straordinario complesso di incisioni rupestri che ornano le pareti e che costituiscono un caso unico nel panorama dell'arte rupestre preistorica.

Storia :

Il ritrovamento dei graffiti dell'Addaura è recente ed è stato del tutto casuale. Le tre grotte che costituiscono il complesso dell'Addaura nel massiccio del Monte Pellegrino erano già state studiate dai paletnologi dato che in esse era stato ritrovato lo scheletro di un elefante nano.
Fu dopo lo sbarco in Sicilia e l'arrivo a Palermo nel 1943 che gli alleati, in cerca di un sito idoneo, avevano destinato le grotte a deposito di munizioni ed esplosivi. Lo scoppio accidentale dell'arsenale a fine guerra provocò lo sgretolamento delle pareti della grotta principale e il crollo di un diaframma di roccia portando alla luce i graffiti fino ad allora coperti dalla patina del tempo. I graffiti vennero studiati accuratamente dalla professoressa Jole Bovio Marconi i cui studi furono pubblicati nel 1953.
Dal 1997 le grotte dell'Addaura non sono più visitabili; il sito è stato chiuso per il pericolo di caduta massi data l'instabilità del costone roccioso. Fin'oggi non sono state messe in opera le opportune misure di consolidamento.

Le incisioni rupestri:
In una delle grotte si trova un vasto e ricco complesso d'incisioni, databili fra l'Epigravettiano finale e il Mesolitico, raffiguranti uomini ed animali. In mezzo ad una moltitudine di bovidi, cavalli selvatici e cervi, viene rappresentata una scena dominata dalla presenza di figure umane: un gruppo di personaggi, disposti in circolo, circonda due figure centrali con il capo coperto ed il corpo fortemente inarcato all'indietro. È proprio sull'identità di questi due personaggi e sul significato della loro posizione all'interno del gruppo che sono state avanzate le ipotesi più contrastanti. Secondo alcuni studiosi si potrebbe trattare di acrobati colti nell'atto d'effettuare giochi che richiedono una particolare abilità. Secondo altri è stata descritta la scena di un rito, che prevedeva il sacrificio di due persone guidato da uno sciamano. Per suffragare quest'interpretazione è stata messa in evidenza la presenza, intorno al collo e ai fianchi dei personaggi, di corde che costringono il corpo ad un innaturale e doloroso inarcamento. Si tratta forse di un rito che prevede l'autostrangolamento, cosa che peraltro è attestata in altre culture. Se si volesse seguire questa spiegazione, si dovranno leggere le due figure mascherate, che circondano i due personaggi sacrificati, come sciamani che assistono ad una cerimonia d'iniziazione.
Le incisioni dell'Addaura rappresentano un ciclo figurativo del massimo interesse per l'inconsueta attenzione dedicata alla rappresentazione scenografica dell'ambiente, un caso limite in tutta l'arte paleolitica. Il trattamento della figura umana, pur nell'ambito di una corrente stilistica presente nel bacino del Mediterraneo, in particolare a Levanzo, (Grotta del Genovese) e nella provincia franco Cantabrica e pur impiegando le stesse tecniche, nella grotta dell'Addaura è qualcosa di assolutamente nuovo per moduli stilistici e per spirito rispetto agli altri ritrovamenti.


Bibliografia:

Salvatore Spoto, Sicilia Antica, Roma, Newton e Compton editori, 2002.

L'UOMO FALENA O "THE MOTHMAN"


Uomo falena:

Uomo falena o Mothman, dall'inglese, è il nome con cui viene chiamata una misteriosa creatura che sarebbe stata ripetutamente avvistata in West Virginia, Charleston, Point Pleasant e nella regione dell'Ohio fra il novembre 1966 e il dicembre 1967. I testimoni hanno descritto l'entità come un essere delle dimensioni di un uomo, con le ali e grandi occhi rossi rifrangenti o luminosi, è dotato inoltre di una velocità innaturale.

Origine della leggenda:

Il primo avvistamento della creatura sarebbe avvenuto il 12 novembre 1966. Un gruppo di cinque uomini che stava preparando una tomba in un cimitero vicino a Clendenin vide "una figura umana di colore marrone e dotata di ali" sollevarsi in aria dagli alberi vicini. Questo avvistamento non venne riportato subito, ma solo alcuni giorni dopo, successivamente ad altre segnalazioni.

L'avvistamento successivo, relativo al 15 novembre, coinvolse due coppie sposate di Point Pleasant, Roger e Linda Scarberry e Steve e Mary Mallette. Secondo il racconto di una di loro (Linda Scarberry, l'unica che ne volle parlare), stavano passando in automobile nei pressi di una fabbrica di TNT, in disuso dalla Seconda guerra mondiale, quando videro due strane luci rosse all'ombra di un vecchio generatore accanto al cancello. Avvicinatisi, realizzarono che le luci erano gli occhi luccicanti di un grosso animale "dalla forma di un uomo, ma più grosso, fra i sei e mezzo e sette di piedi di altezza (circa due metri ), con grandi ali ripiegate sulla schiena". Terrorizzati, fuggirono verso la città, seguiti per un certo tratto dalla creatura in volo (che, stranamente, non sembrava sbattere affatto le ali). Giunti a Mason County, raccontarono l'accaduto al vicesceriffo Millard Halstead, che in seguito ebbe a dichiarare:
« Conosco questi ragazzi da quando erano nati. Non si sono mai messi nei guai e quella notte erano davvero spaventati. Li ho presi sul serio. »
Fu un cronista della stampa locale che, riportando l'episodio, battezzò la misteriosa creatura "Mothman", per analogia con Batman (di cui all'epoca stava andando in onda negli Stati Uniti la serie televisiva).
Nei giorni e nei mesi successivi l'uomo falena sarebbe apparso a molti altri abitanti della zona, e in genere sempre nei pressi della fabbrica. Le descrizioni dell'aspetto della creatura erano tutte sostanzialmente simili.
A Point Pleasant si trova una scultura che rappresenta la creatura (opera di Robert Roach) e un museo dedicato (il Mothman Museum).

Altri casi:
Nel programma Voyager andato in onda il 25 dicembre 2008 si racconta di alcuni avvistamenti avvenuti anche sulla centrale nucleare di Černobyl e persino dopo la caduta delle Torri Gemelle di New York. In questo programma è stata presentata una fotografia, come testimonianza di un fatto realmente accaduto, rappresentante l'Uomo Falena risaltando l'angolatura degli arti inferiori: opposti a quelli umani e simili a quelli di uccelli. C'è anche la possibilità che questo Uomo Falena non sia altro che un barbagianni di dimensioni poco superiori alla norma, dagli occhi rossi catarifrangenti ed incuriosito dalla presenza estranea di umani. Forse si tratta solo di scherzi. Alcuni occultisti ed appassionati di paranormale affermano inoltre che nei dintorni di Point Pleasant ci sia una delle poche porte spazio-temporali presenti nella Terra, e che per i nativi americani questa zona fosse considerata sacra.
 
Avvistamenti:
Ecco i principali avvistamenti, accreditati da rilevamenti effettuati sui luoghi interessati:



1 settembre 1966 - Scott Missouri - Diverse persone adulte osservano un oggetto a forma d'uomo che manovra a bassa quota
1 novembre 1966 - Camp Conley Road - Una Guardia Nazionale osserva una grande figura umana bruna posta su un ramo d'albero
12 novembre 1966 - Cimitero di Clendenin - Cinque maschi adulti osservano un oggetto volante bruno a forma d'uomo
15 novembre 1966 - Area TNT vecchia centrale elettrica Point Pleasant - Due coppie di Sposi avvistano un essere grigiastro dotato di 2 occhi rossi luminosi
16 novembre 1966 - Area TNT presso Igloo - Tre adulti, osservano un essere grigio, alto e dotato di 2 occhi rossi luminosi
17 novembre 1966 - Statale 7 Cheschire Ohio - Un ragazzo osserva un essere grigio di forma umana dotato di occhi rossi luminosi e con una apertura alare di 3 metri
18 novembre 1966 - Area TNT - Due Pompieri osservano un essere molto alto e gigantesco dotato di occhi rossi luminosi
20 novembre 1966 - Campbells Creek - Sei adolescenti avvistano un essere grigio, alto dotato di occhi rossi luminosi
24 novembre 1966 - Point Pleasant - Due adulti e due bambini, notano un essere gigantesco che vola dotato di occhi rossi luminosi
25 novembre 1966 - Autostrada nei pressi di AREA TNT - un uomo in macchina incontra un essere alto, grigio con occhi rossi luminosi che l'insegue
26 novembre 1966 - Lowell Ohio - Due adulti e due bambini osservano 4 uccelli giganteschi di colore bruno alti 1,5 metri con un'apertura alare di 3 metri
27 novembre 1966 - Statale Albans - Una casalinga osserva un essere grigio con occhi rossi luminosi più alto di un uomo, fermo sul prato
27 novembre 1966 - Manson - Una ragazza avvista un essere alto e grigio a forma d'uomo con 3 metri di apertura alare con occhi rossi luminosi. Insegue l'auto
27 novembre 1966 - Statale Albans - Due ragazze osservano alcuni esseri grigi alti 2,10 metri che le inseguono a piedi
4 dicembre 1966 - Aeroporto di Gallipolis Ohio - Cinque piloti osservano un uccello gigantesco dal collo lungo per un primo tempo scambiato per un aereo che poi si avvicina a loro ad una velocità di 110 km/h costante senza sbattere ali
6 dicembre 1966 - Maysville Kentucky - Un postino osserva un essere gigantesco simile ad un uccello in volo
6 dicembre 1966 - Area TNT - Due adulti osservano una figura grigia dagli occhi rossi e luminosi che li assale
7 dicembre 1966 - Statale 33 Ohio - Quattro donne osservano un essere volante la cui forma ricorda un uomo, di colore bruno-argenteo e dagli occhi rossi luminosi
8 dicembre 1966 - Statale 35 - Due donne osservano su di una collina una figura indistinta che ha occhi rossi luminosi
11 dicembre 1966 - Area TNT - Un ragazzo e un uomo, osservano una figura dall'aspetto umano di colore grigio in volo a grande velocità
11 dicembre 1966 - Statale 35 - Una donna osserva un enorme essere grigio con occhi rossi luminosi che sorvola la sua auto
11 gennaio 1967 - Point Pleasant - Una casalinga osserva un essere alato delle dimensioni di un piccolo aereo che vola a bassa quota
12 marzo 1967 - Letert Falls Ohio - Una donna osserva un grande essere volante dal pelo bianco dalla lunga apertura alare (3 metri) che passa davanti alla sua auto
19 maggio 1967 - Area TNT - Una donna osserva un essere volante dagli occhi rossi luminosi che si avvicina ad un oggetto rosso librato in aria e scompare
2 novembre 1967 - Area TNT - Una donna osserva una figura grigia gigantesca simile ad un uomo che sorvola un campo sfiorando il suolo
7 novembre 1967 - Chief Cornstalk Park - Quattro uomini mentre erano a caccia, osservano una figura gigantesca con gli occhi rossi luminosi. Uno di loro dirà che non ebbe la forza di sparare all'essere perché in preda al terrore.
 
Dettaglio di alcuni dei principali avvistamenti :
 
Nella tarda nottata del 15 novembre 1966, due giovani coppie di sposi, Roger e Linda Scarberry e Steve e Mary Mallette, mentre transitavano in auto accanto ad una fabbrica dismessa di esplosivi della seconda guerra mondiale chiamata Area TNT, nei pressi di Point Pleasant, notarono 2 luci rosse nell'ombra all'interno di una vecchia struttura accanto ad un vecchio generatore della fabbrica. Decisero quindi di fermare l'automobile per vedere meglio di cosa si trattasse. Con loro stupore però, si accorsero che le luci erano occhi rossi luminosi appartenenti ad un grande animale, “dalla forma simile ad un uomo, ma più grande; circa 6,5 o 7 piedi di grandezza, con le ali grandi piegate contro la relativa parte posteriore del corpo (come un pipistrello)„; secondo il racconto di Roger Scarberry le coppie terrorizzate tornarono subito in automobile e si allontanarono lungo la statale 62. Durante tale viaggio videro ancora la creatura ritta in piedi su una collina accanto alla strada; l'essere si levò in volo e seguì la loro automobile fino alle porte della città. Più tardi, dopo aver informato le autorità locali, Scarberry tornò nell'area, ma dello strano essere non fu più trovata alcuna traccia.

La notte successiva, il 16 novembre, alcuni cittadini locali muniti di armi si misero alla ricerca di segni e tracce della creatura nella zona circostante la vecchia fabbrica, ma l'insolita battuta di caccia non portò a nessun risultato. Nel frattempo il sig. e la sig.ra Raymond Wamsley e la sig.ra Marcella Bennett, con sua figlia Teena e suo figlio, si misero in viaggio in automobile per far visita ad alcuni amici, il sig. e la sig.ra Thomas. I Thomas vivevano in un bungalow presso “Igloo”, un'area piena di strutture a cupola erette per l'immagazzinamento degli esplosivi durante la seconda mondiale, vicino alla stessa area industriale in cui avvenne l'avvistamento la notte precedente. Giunti all'abitazione degli amici i Wamsley notarono una figura misteriosa comparire alle loro spalle. La sig.ra Bennett riferì trattarsi di un grosso essere grigiastro, con occhi rossi emittenti luce, intento a cercare qualche cosa a terra. Dal bungalow dei Thomas il sig. Wamsley telefonò alla polizia, mentre l'essere, raggiunto il portico dell'abitazione, scrutò all'interno attraverso una finestra.
Il 24 novembre, quattro agenti avvistarono una creatura simile in volo sopra l'Area TNT.
La mattina successiva il sig. Thomas Ury riferì di avere notato una creatura simile a quella segnalata nei giorni precedenti ritta in piedi in un campo a lato della strada, mentre si dirigeva verso nord lungo l'itinerario 62 nei pressi dell'Area TNT. L'essere aprì le ali e si levò in volo inseguendo l'automobile del sig. Ury, il quale, dopo averla seminata accelerando spaventato, giunse in città e decise di informare lo sceriffo locale dell'accaduto.
Il 27 novembre, la sig.ra Ruth Foster, nel sobborgo di Charleston, in Virginia dell'Ovest, vide una creatura grigia con luminosi occhi occhi rossi, più alta di un uomo, ritta sul prato della sua abitazione, nei pressi della Statale Albans. L'essere scomparve non appena la sig.a Foster uscì per controllare meglio. La mattina dello stesso giorno una creatura alata dall'aspetto umanoide inseguì una giovane donna presso Mason, in Virginia dell'Ovest; la stessa notte un essere simile venne avvistato nei pressi della Statale Albans da due bambini.

Descrizione:

Descrizione in base alle testimonianze rilasciate:


Altezza: circa 2 metri.

Occhi: dotati di luminosità propria, rosso-vivi, distanziati tra loro, di un diametro approssimativo di 5–8 cm.
Gambe: di tipo umano; l'essere fu visto in posture erette, mentre la deambulazione avvenne con passo strascicato.
Ali: di aspetto simile a quelle di un pipistrello, vennero viste ripiegate contro il dorso quando non utilizzate e sembrarono vantare un'apertura di circa 3 metri quando adoperate in volo. Venne riferito da più testimoni come il volo avvenisse mantenendole rigide, senza cioè che venissero battute.
Velocità: avrebbe seguito, senza alcun problema, l'andatura di automobili che si muovevano a 120-160 km/h.
Verso: alcuni testimoni affermarono che la creatura sembrò emettere in volo dei ronzii metallici.

Analisi del fenomeno:

Numerosi autori hanno studiato il fenomeno degli avvistamenti di Mothman del 1966-67, traendone interpretazioni molto diverse. Autori come John Keel e A. B. Colvin considerano gli avvistamenti reali, e cercano di darne spiegazione. Keel, nel suo celebre romanzo-inchiesta The Mothman Prophecies (1976) sviluppa una articolata teoria del complotto che si propone di spiegare Mothman mettendolo in relazione con altri misteri come UFO, Men in Black, poltergeist, avvistamenti di Bigfoot, e infine con il crollo del Silver Bridge.

Colvin sostiene che Mothman è una creatura soprannaturale con l'incarico di aiutare l'umanità in momenti critici, e che la stessa creatura è nota come Thunderbird presso i nativi americani e come Garuda in Asia. Criptozoologi come Mark A. Hall hanno sostenuto che il Mothman sia in effetti un esemplare di una misteriosa specie animale riconducibile agli uccelli giganti del Pleistocene.
Gli scettici (molti dei quali hanno contribuito ai numeri di marzo e aprile 2002 della rivista Skeptical Inquirer) ritengono che i testimoni si siano semplicemente sbagliati, scambiando per una creatura misteriosa un gufo, probabilmente di una specie di grandi dimensioni come il grande gufo cornuto (il più grande presente negli Stati Uniti). Anche il CSICOP (il "Comitato americano per l'indagine scientifica delle affermazioni sul paranormale") sostiene tale tesi.

Nella cultura popolare

Giochi e giocattoli:
Alla figura di Mothman si sono ispirati gli autori di diversi giochi; la creatura compare, tra l'altro, nel gioco di ruolo Dark Matter, nel videogioco per Playstation 2 Shin Megami Tensei III: Nocturne, e nel videogioco per Nintendo DS Castlevania: Dawn of Sorrow.

Una serie di giocattoli in vinile relativi alla vicenda di Mothman è stata creata da David Horvath (noto anche per essere fra i creatori della linea Uglydolls). I giocattoli (prodotti in numero limitato) sono esposti al Mothman Museum di Point Pleasant.

Televisione e cinema:
A Mothman fa riferimento Fox Mulder in una puntata di The X-Files.


Dal libro di John Keel è stato tratto nel 2002 il film The Mothman Prophecies, diretto da Mark Pellington e interpretato da Richard Gere e Laura Linney.

Fumetti:
Mothman è il nome di uno dei supereroi di Watchmen, fumetto creato da Alan Moore.



Bibliografia:

John Keel, The Mothman Prophecies. Saturday Review Press, 1975. Ripubblicato in brossura da Tor Books nel 2002, ISBN 0-7653-4197-2. Tradotto in italiano da Andrea Carlo Cappi per Sonzogno (2002).

Loren Coleman, Mothman and Other Curious Encounters, Paraview Press, 2002, ISBN 1-931044-34-1
Joe Nickell, Mothman Solved!, articolo su Skeptical Inquirer, marzo-aprile 2002, 26 (2):20 ([4]).
Andrea Ghignoli, La profezia del mothman. Saggio e traduzione in italiano di alcune opere di John Keel (2003).
 
 




FLOTTIGLIA U.F.O. AVVISTATA A SAN GIOVANNI ROTONDO-FOGGIA IL 19.06.2010 ALLE ORE 15.30


IL VIDEO CHE VEDRETE MOSTRA COME IL FENOMENO DELLE FLOTTIGLIE SIA REALE, E DA NON  METTERE IN CORRELAZIONE CON ALTRI AVVISTAMENTI TOTALMENTE SPIEGABILI COME PALLONCINI, LANTERNE CINESI, UCCELLI MIGRATORI.
QUESTO VIDEO MOSTRA  UNA SERIE DI U.F.O. CHE SOLCANO IL CIELO SOPRA LE NUVOLE AD UNA ANDATURA ABBASTANZA ELEVATA. GUARDATE ANCHE VOI COME CI SONO MOLTI PUNTI DI OSSERVAZIONE IN COMUNE CON LA FOTO SCATTATA IL 03.07.2010 A BAGHERIA.

sabato 7 agosto 2010

SEGNALAZIONE DI AVVISTAMENTO U.F.O. A SFERRACAVALLO-PALERMO DEL 06.08.2010 ORE 22.00

RINGRAZIO SENTITAMENTE ANCHE SE NON HO IL PIACERE DI CONOSCERLO UGO CHE MI HA MANDATO UNA SEGNALAZIONE CON MOLTA SOLERZIA, SPERO DI DI POTERTI FAR SAPERE QUALCOSA AL PIU' PRESTO. INTANTO RENDO NOTA LA TUA SEGNALAZIONE PER AVERE QUALCHE RISCONTRO:

06.08.2010 ORE 22.00 CIRCA-ZONA DELL'AVVISTAMENTO BORGATA DI SFERRACAVALLO-PALERMO:

ERAVAMO RIUNITI A CASA MIA NEL GIARDINO, QUANDO AD UN CERTO PUNTO, MIA ZIA CI FA NOTARE  QUALCOSA CHE SI MUOVE NEL CIELO DI COLORE ARANCIONE. CONVINTI CHE FOSSE UN AEREO O ALTRA COSA, MA COME TUTTI SANNO GLI AEREI HANNO BIANCHE E ROSSE, E POI QUEST'OGGETTO ERA MOLTO ALTO, E SI ERA ABBASSATO, E POI RIALZATO VELOCEMENTE IN ALTO,ED E' SCOMPARSO. ALL'IMPROVVISO ECCONE ALTRI 2 UGUALI IDENTICI, VENIVANO DALLA DIREZIONE MARE DIRIGENDOSI VERSO PALERMO POI SCOMPARSI ALLA VISTA. QUINDI NON C'E' DUBBIO LASSU' QUALCUNO CI STA' OSSERVANDO. MIA SORELLA HA SCATTATO UNA FOTO CON IL SUO CELLULARE, MA IL BUIO E CI HA DATO POCHI RISULTATI, MA GUARDANDO BENE SEMBARA DI VEDERE UN VISO.

QUESTO IL RACCONTO PER COME MI E' PERVENUTO, SPERO  DI AVERE ALTRE SEGNALAZIONI IN MERITO A QUESTO AVVISTAMENTO.
P.S. LE FOTO INSERITE IN QUESTO POST SI RIFERISCONO AD ALTRI AVVISTAMENTI SONO SOLO PER COREOGRAFIA.

giovedì 29 luglio 2010

EGITTO :CRATERE METEORITICO SCOPERTO CON GOOGLE


Egitto, cratere meteoritico scoperto con Google Earth da una spedizione italiana : 25/07/2010 12.30



L'intuizione venuta dal Web si è poi rilevata corretta con un'esplorazione direttamente sul luogo.

Era l’età della pietra, circa 5 mila anni fa, e nell’Egitto meridionale già avanzava il processo di desertificazione, quando un blocco metallico di una decina di tonnellate, poco più di un metro di diametro, piombò dallo spazio sulla Terra e colpì una località che oggi si chiama Kamil, al confine con Libia e Sudan, non lontana da un villaggio neolitico. Gli uomini assistettero atterriti a un’esplosione, al tremore della terra e alla frantumazione del corpo impattante in milioni di pezzi. Sul terreno fumante rimase una buca grande una cinquantina di metri e profonda poco meno di venti: uno dei crateri da impatto che costellano la superficie del nostro pianeta.
Conferma - Tutta questa ricostruzione è rimasta ignota fino a pochi mesi fa quando, nel corso di un’esplorazione virtuale al computer con Google Earth, il dottor Vincenzo De Michele, già curatore del Museo civico di storia naturale di Milano, si è imbattuto in una depressione circolare sospetta. Una consultazione con l’astronomo professor Mario Di Martino, dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), poi la decisione di organizzare un’esplorazione sui luoghi del presunto impatto, coinvolgendo ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell’Università di Bologna, del Museo antartico di Siena e di altri enti scientifici egiziani. Infine l’attesa conferma con il rinvenimento della «pistola fumante»: i frammenti del meteorite ricco di nickel e dei minerali che si formano al tremendo impatto. E giovedì 22 luglio la rivista internazionale Science ha consacrato la scoperta del meteorite di Kamil con un articolo a firma dei numerosi ricercatori italo-egiziani coinvolti (The Kamil Crater in Egypt).
Conservato - Il cratere ha una sua rilevanza scientifica proprio perché è piccolo e ben conservato. Di solito sul nostro pianeta crateri di queste dimensioni sono destinati a essere cancellati dall’erosione e coperti dalla vegetazione in pochi secoli, tant’è che oggi sulla Terra se ne contano solo 15 di diametro inferiore ai 300 metri, contro 176 di diametro maggiore ai 300 km. Invece, nel caso del piccolo cratere Kamil, il contesto desertico ne ha preservato l’integrità, tranne un modesto riempimento con materiale sabbioso. «Ha l’apparenza di un catino circondato dal bordo rilevato, tipico dei crateri da impatto», spiega il dottor Stefano Urbini dell’Ingv, che assieme al collega Iacopo Nicolosi, ha curato i rilevamenti geofisici con apparati Gps, radar a penetrazione, e magnetometri. «Le rocce incassanti, formate da arenarie del Cretaceo, hanno conservato perfettamente le strutture d’impatto, assieme agli abbondanti resti del meteorite metallico e ai minerali dovuti al metamorfismo da shock. Il corpo impattante è stato classificato come un meteorite della famiglia delle Ataxiti, ricco in nickel».
«Il ferro caduto dal cielo» - Sarebbe anche interessante, propone Urbini, mettere in relazione la leggenda del «ferro caduto dal cielo», di cui parlano alcuni antichi geroglifici egiziani, con il meteorite di Kamil, ma questo è un compito che spetterà agli archeologi. I rilievi geologici e geofisici hanno permesso pure di risalire alla velocità del meteorite all’ingresso con l’atmosfera, pari a circa 18 km al secondo, e a quella residua al momento dell’impatto, dopo il frenamento esercitato dall’atmosfera: circa 3,5 km al secondo. Tanto bastò perché il«ferro caduto dal cielo» liberasse, un’energia equivalente a circa 20 tonnellate di tritolo. Ma, l’aspetto peggiore dell’impatto fu legato alla frammentazione del meteorite che si comportò come una gigantesca granata militare, generando una pioggia di proiettili incandescenti e taglienti capaci di arrivare anche a un chilometro di distanza. Se c’erano esseri viventi entro quel raggio, nessuno poté sopravvivere.

OOPARTS: IL MANUFATTO DI LONDON

Martello di London :

Il Martello di London è un martello in ferro e legno trovato nel 1936 a London, una cittadina del Texas, USA, e successivamente proposto da alcuni creazionisti come un OOPArt, cioè un "manufatto fuori luogo", una categoria di reperti archeologici non spiegabili con le correnti conoscenze storiche, scientifiche e archeologiche, spesso usate strumentalmente dai creazionisti a sostegno della loro ipotesi

Ritrovamento:

Un blocco di arenaria con un pezzo di legno sporgente fu ritrovato, separato dalle formazioni rocciose circostanti, da un escursionista di nome Max Hann e da sua moglie nel giugno 1936 (o 1934) lungo il Red Creek di London. Dieci anni dopo, nel 1946/1947, il figlio della coppia, rompendo il nodulo, vi trovò il martello parzialmente inglobato al suo interno. Il martello presentava poche zone arrugginite, mentre i resti del manico in legno non erano mineralizzati. Il martello fu venduto dalla famiglia Hann ad un esponente del movimento creazionista Carl E. Baugh intorno al 1983.

La tesi di Baugh e dei creazionisti:

Carl E. Baugh e altri creazionisti hanno affermato che il blocco, e conseguentemente il martello al suo interno, avrebbe dai 500 ai 300 milioni di anni circa (dal periodo Cambriano al Carbonifero), anche dopo che è stato fatto notare come le rocce di Red Creek siano databili al basso Cretaceo (110-115 milioni di anni fa). Inoltre, la datazione basata sull'analisi litografica delle rocce circostanti l'oggetto è poco indicativa, in quanto vi sono casi ben noti in cui alcuni sedimenti si sono induriti intorno ad un oggetto inglobandolo in pochi decenni.

Nel 1997/1999 furono condotti degli esami sul manico di legno con il metodo del carbonio-14, nonostante le lunghe opposizioni di Baugh che ritardarono tali esami: tali esami avrebbero fornito una datazione molto recente, "da 0 a 700 anni fa", ma non sono state fornite ulteriori informazioni su di essi. Baugh ha respinto tali risultati come errati.
A sostegno della tesi che non si tratti di un falso, i creazionisti presentano esami svolti dai Batelle Laboratories di Columbus, Ohio, che avrebbero stabilito che il metallo di cui è composta la "testa" è una lega composta al 96,6% di ferro, al 2,6% di cloro e allo 0,74% di zolfo. Baugh ha affermato che questa lega sarebbe impossibile da ottenere con procedimenti moderni e frutto di metallurgia avanzata, ma senza sostenere questa affermazione con delle prove.
Secondo Baugh, è grazie a tale composizione che il metallo non risulterebbe essere né corroso, né arrugginito. Infatti, secondo i sostenitori della genuinità del reperto, anche una piccola abrasione, effettuata poco dopo la scoperta per sottoporlo ad un'analisi, non avrebbe mai subito processi né di corrosione, né di ossidazione (ruggine). Tuttavia la fotografia che dovrebbe corroborare questa affermazione, in un sito "creazionista", presenta invece un oggetto arrugginito sia sull'abrasione che altrove.
Una tomografia a raggi X realizzata dal laboratorio Texas Utilities nel 1992, ha mostrato l'assenza di bolle e di variazioni di densità nella testa. Anche questo fatto, assolutamente normale per colate realizzate con altiforni moderni, ha spinto Baugh a pensare a una "metallurgia avanzata" posseduta da ipotetiche popolazioni antidiluviane.
Un'altra presunta prova della sua antichità sarebbero i fossili incrostati sulla superficie esterna del blocco, che sono, secondo non meglio precisati studiosi, risalenti al periodo siluriano. Da una analisi realizzata nel 2006, tuttavia, i gusci di conchiglia non risultano compatibili con esemplari antichi, mentre sono molto simili ad esemplari tuttora viventi. Anche le affermazioni di Baugh, che vogliono il martello come "parzialmente pietrificato", non hanno trovato alcun riscontro nell'analisi indipendente svolta da Glen J. Kuban nel 2006.

Il martello come falso:

A sostegno della natura di falso si può notare che non sono presenti aloni di diffusione delle particelle metalliche che avrebbero dovuto prodursi nella roccia in milioni di anni, né la pietrificazione del manico di legno del martello.

Inoltre, dal momento che si tratta di una roccia metamorfica, sottoposta ad enormi pressioni e temperature, sia il manico che la testa del martello avrebbero dovuto essere fortemente deformati.
La forma della testa del martello è molto simile a quella dei martelli diffusi negli Stati Uniti tra il XIX e il XX secolo
Nonostante quindi le insistenze dei creazionisti, non esiste nessuna prova che il reperto sia antico di milioni di anni, e che quindi sia realmente un OOPArt, esistono invece una serie di elementi che portano a qualificare il martello di London come un falso.